L'arcipelago: le cale e le spiagge
Le spiagge più famose del Mediterraneo
Con i suoi 180 km di coste nell'Arcipelago sono presenti alcune spiagge tra le più celebri e suggestive del Mediterraneo; si ricordano in particolare la Spiaggia Rosa del Cavaliere a Budelli, le spiagge di Cala Coticciu e del Relitto a Caprera, Cala Corsara e Cala Granara a Spargi.
Danno una caratteristica al paesaggio unica le insenature e cale che determinano una miriade di approdi naturali oltremodo articolati, consentendo di trovare luoghi in grado di dare comunque sicurezza ai naviganti in diverse condizioni di mare.
Ad esse sono strettamente correlati i colori del mare che hanno reso la celebre in tutto il mondo l'Arcipelago, in particolare il porto di Madonna, Cala Corsara, Spiaggia di Cala Lunga di Razzoli, Santa Maria, Cala Coticciu.
Le isole dell'Arcipelago rappresentano il risultato di processi geologici che hanno inizio con l'orogenesi ercinica alla fine dell'era paleozoica.
Una successione di lunghi momenti di continuità alternati a fasi trasgressive e regressive marine durante l'era mesozoica e terziaria, unitamente a fenomeni tettonici di sollevamento e abbassamento dell'intera regione, hanno favorito l'accentuarsi di processi geomorfici con la formazione di ampie superfici di spianamento, sia sopra sia sotto il livello del mare attuale, sulle quali rimangono come rilievi testimoni a forma di Inselberg, Thor e superfici terrazzate. Inoltre le Bocche di Bonifacio e l'Arcipelago si sono trovate nella cerniera geodinamica tra la Sardegna e la Corsica al momento della rotazione verso Est della microplacca sardo-corsa durante l'Oligomiocene.
Alla fine del Quaternario le variazioni glaceo-enstatiche del livello del mare con alternanze rapide di emersioni e sommersioni delle coste ha portato al definitivo modellamento della struttura e delle forme attuali.
L'Arcipelago, sebbene interessato dall'occupazione umana sin da tempi antichissimi, come dimostrano i siti preistorici di Spargi e di Santo Stefano, fù frequentato durante il periodo romano, anche per l'estrazione dei materiali lapidei per la costruzione di colonne e altri manufatti.



