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    Il Presidente dell'Ente Parco risponde alla presa di posizione del Consiglio Comunale


    Comunicato stampa del 21.06.2007

    Nonostante i reiterati tentativi del Presidente del Parco di interagire con l’amministrazione comunale al fine di promuovere un dialogo costruttivo per il bene dell’intera collettività, unico risultato è un muro di gomma.
    A riprova di un atteggiamento istituzionalmente scorretto da parte della locale amministrazione, si stagliano le vicende di questi giorni: il pretesto sollevato dal Comune per scagliarsi contro il Parco è costituito, oggi, dal nuovo “Disciplinare di dettaglio per le attività consentite nell’area del Parco” (altrimenti definito “Regolamento”); non solo la mina è deflagrata quando ancora il documento era ancora alla prime fasi di approvazione, quindi quando ancora non aveva visto la luce la bozza definitiva, ma la Commissione Ambiente del Comune aveva già fornito alcune sue osservazioni, ai sensi dell’iter burocratico previsto per l’approvazione del Disciplinare stesso.

    D’altronde, in riferimento alle notizie apparse sulla stampa relative alle informazioni riguardanti la bozza del nuovo disciplinare che è attualmente in fase di discussione presso l’Ente Parco, occorre precisare che alcune norme, incluse quelle sulla cosiddetta “calendarizzazione”, non entreranno in vigore fino al raggiungimento dei necessari accordi con le associazioni di categoria, e in ogni caso non saranno valide per questa estate.

    La presa di posizione del Consiglio non tiene conto in alcun modo dell’intesa raggiunta col Sindaco Comiti in data 18 Maggio relativa alla necessità di utilizzare strumenti comuni per la predisposizione dei piani regolatori dei due Enti e di mettere in piedi gli uffici unici per consentire alle due amministrazioni di creare le necessarie sinergie; si tratta, inoltre di una grave ingerenza nella vita di un’altra pubblica amministrazione, che mette in discussione il posto di lavoro di oltre dieci maddalenini, in un periodo nel quale non c’è alcun bisogno di ulteriore disoccupazione. In fondo, l’aspetto più grave connesso al voto del Consiglio Comunale consiste nel fatto che ciò che si chiede è “un parco del tutto nuovo, che potrebbe anche essere regionale, o nazionale, purché differente”.
    Pertanto il Consiglio Comunale esprime la massima sfiducia non nei confronti di un’istituzione a tutela dell’ambiente, e quindi nei confronti dei limiti previsti dalle normative nazionali, bensì nei confronti del suo vertice politico che, è opportuno sottolinearlo, per la prima volta dall’istituzione del Parco, è maddalenino e sta operandosi nell’esclusivo interesse della comunità maddalenina.

    Il Presidente dell’Ente Parco ha rilasciato la seguente dichiarazione:
    « Il caso è nato, pare, per una mancata trasmissione della bozza dal Presidente della Commissione Ambiente agli organi di governo del Comune, fatto però che deve essere attribuito unicamente alle manchevolezze ed ai problemi gestionali dell’amministrazione stessa. Va inoltre sottolineato il fatto che, ironia della sorte, proprio ieri è stata inviata la convocazione alla conferenza di servizi tra ente Parco, Comune di La Maddalena e Regione Sardegna, proprio al fine di acquisire le osservazioni dagli enti locali; ciò a dimostrazione del fatto che sin da quando l’Ente Parco è stato commissariato, la gestione dello stesso è stata sempre indirizzata alla trasparenza e al coinvolgimento delle realtà locali.
    Per confortare ulteriormente le categorie il Presidente aveva già comunicato a diversi esponenti politici – molti dei quali ieri si sono prestati a questo gioco al massacro per la nostra collettività – che sarebbero state chiamate le categorie dei diportisti e dei pescatori professionisti, per concordare con loro le misure da perfezionare per tutelare la risorsa più preziosa, il nostro mare e le risorse ad esso collegate. Peccato che qualcuno, e mi dispiace che tra questi ci sia anche Gian Vincenzo Belli, si sia dimenticato di questa apertura, che mai prima nella storia di questo Ente e dei rapporti col Comune era stata fatta. Invito per questo motivo l’amministrazione comunale a dedicare qualche minuto in più all’elaborazione degli atti, a comunicare di più e, se qualcuno lo ritenesse opportuno, a chiamare in causa il Presidente dell’Ente Parco stesso e avvicinarsi alla sede come lo stesso Presidente fa abitualmente ed ha fatto molte volte nell’arco degli scorsi mesi.
    Come ultima precisazione, nel momento in cui il Consiglio Comunale ripropone il proprio giudizio sull’immenso valore ambientale, paesaggistico del territorio e dell’arcipelago, fa riferimento ad una precisa legge dello Stato, che prevede precise disposizioni relativamente all’istituzione dei Parchi, siano essi regionali o nazionali.
    Non è possibile creare un Parco ad hoc, privo di limiti e vincoli o che sia strumentale al perseguimento di interessi personalistici, poiché la legge non lo consente. Il Parco Nazionale è attualmente l’unico strumento che l’ordinamento italiano consente di mettere in piedi per preservare e tutelare l’immenso patrimonio del nostro arcipelago. »

    Data: 
    21.06.2007

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