• banner

    Fitopatie a Caprera, il Parco richiede un contributo straordinario


    Comunicato stampa del 19.02.2010

    Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è stato impegnato nelle ultime settimane ad affrontare il fenomeno delle fitopatie – ossia delle malattie delle piante – che hanno colpito molti alberi nell’isola di Caprera. Un’ampia area boschiva di notevole valore naturalistico, popolata da lecci e da un folto sottobosco di specie della macchia mediterranea, è infatti interessata da problemi che a lungo termine potrebbero compromettere la sopravvivenza delle piante stesse. In particolare in alcune piante di leccio, sia giovani che adulte, sono presenti in alcune aree del tronco – così come in rami anche più giovani – zone più o meno ampie con lesioni cancerose o “cancri”, come definiti dagli esperti.

    Da indagini preliminari effettuate dall’Università di Sassari su alcuni campioni che presentavano le caratteristiche della malattia, è emerso che le piante dell’isola di Caprera sono colpite da funghi patogeni appartenenti al genere Diplodia; in particolare le piante di leccio da D. corticola e quelle di corbezzolo da D. scrobiculata.
    Come è indicato nella relazione del Prof. Antonio Franceschini, questo tipo di funghi annovera numerose specie in grado di causare danni rilevanti su piante di interesse sia agrario sia forestale. Alcune di queste specie sono state nel corso degli ultimi decenni associate alla ben nota sindrome del “deperimento” delle querce e dei pini in vari paesi del bacino del Mediterraneo, dove stanno assumendo sempre più carattere invasivo. Per quanto riguarda più da vicino la Sardegna, attacchi di questi patogeni sono stati ripetutamente segnalati negli ultimi anni in varie aree forestali della regione. D. corticola è considerato uno dei patogeni “emergenti” più pericolosi nei boschi mediterranei; in Sardegna in particolare non erano mai stati rilevati attacchi così gravi di D. corticola su leccio. Per quanto riguarda invece D. scrobiculata, invece, le notizie reperibili nella letteratura scientifica sono piuttosto limitate. Questo fungo è conosciuto come dannoso su conifere, ma in Italia non sono stati mai descritti attacchi gravi né su conifere né su altri ospiti vegetali. Pertanto il suo rinvenimento nell’isola di Caprera su piante di corbezzolo rappresenta senz’altro una preoccupante ed imprevista novità, ma è anche motivo di seria preoccupazione in considerazione della possibilità di diffusione delle sue infezioni con effetti deleteri alle pinete presenti nell’isola.

    Sulla base delle indicazioni ricevute dall’Università di Sassari, il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Madadalena ha sensibilizzato tutti gli enti e i corpi aventi parti in causa (Corpo Forestale dello Stato, CFVA, Ente Foreste della Regione Sardegna) e ha immediatamente richiesto al Ministero dell’ambiente, oltre che al Ministero delle politiche agricole e forestali, la concessione di un finanziamento straordinario finalizzato a coprire le spese, che ammontano ad oltre 200.000 euro, per intervenire sull’isola di Caprera.
    Il progetto presentato al Parco dall’Università, che si sviluppa attraverso un sistema di aree di saggio in un’area di circa 100 ettari di foresta, è articolato in tre fasi che saranno sviluppate nell’arco di un quadriennio, ed ha, tra gli scopi fondamentali, quello di: risanare l’area boschiva colpita dai funghi patogeni e arrestare la diffusione dei funghi patogeni, anche ricorrendo all’utilizzo di metodi biologici; caratterizzare i funghi che hanno colpito il leccio e le altre piante dell’isola di Caprera; acquisire nuove conoscenze di carattere scientifico per prevenire fenomeni simili nel futuro e predisporre linee guida per il monitoraggio fitosanitario dei boschi in ambito mediterraneo.
    Proprio in relazione a questo ultimo punto l’azione del Parco Nazionale risulta essenziale: è infatti grazie alle attività di monitoraggio di carattere ambientale che è possibile prima scoprire e successivamente studiare problemi di siffatta natura, per procedere infine all’individuazione delle soluzioni più idonee a risolvere i problemi stessi. Se dunque a un lato non è il caso di utilizzare toni allarmistici nel parlare delle fitopatie di Caprera, dall’altro è però importante che sia già stato elaborato dagli esperti in materia un progetto per combatterle.
     

    Data: 
    19.02.2010

    Newsletter del Parco

    Iscriviti alla nostra mailing list e ricevi gli aggiornamenti sulle attività del Parco

    Linea Amica

    banner_linea-amica.jpg

    Utenti on-line

    Ci sono attualmente 0 utenti e 2 visitatori collegati.