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    Piano per il Parco, la replica di Bonanno a Roberto Zanchetta


    Comunicato stampa del 22.10.2010

    Il Presidente del Parco Bonanno replica duramente alle affermazioni dell’ex assessore comunale Roberto Zanchetta, rigettando l’accusa di scarso interesse nei confronti della partecipazione e del coinvolgimento della popolazione nel processo di redazione del Piano per il Parco e del Regolamento e ricordando che i divieti riguardanti le isole dell’area orientale dell’Arcipelago non sono al momento derogabili.

    Il 27 settembre scorso, subito dopo l’avvio degli incontri pubblici con la popolazione per la redazione del Piano e del Regolamento del Parco, il Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena Giuseppe Bonanno commentava: «Siamo ancora in una fase preliminare: la prima bozza dovrà essere consegnata all’Ente Parco entro la fine del mese di ottobre e proprio per tale ragione è stato deciso di permettere un confronto pubblico che si articola in cinque incontri e seminari: spero che non ci sia bisogno di ulteriori chiarimenti sulla volontà dell’Ente Parco di interagire con la comunità maddalenina prima ancora di disporre di una bozza. Fondamentale è inoltre il confronto con l’amministrazione comunale e quella provinciale, con le quali è stato intavolato un dialogo che nel futuro sono certo porterà a raccogliere frutti importanti».
    Dispiace constatare come queste parole non siano state in alcun modo ascoltate; anche oggi, infatti, il vertice collegiale dell’Ente Parco – erroneamente definito “comitato di gestione” – e il suo Presidente vengono accusati di scarso interesse nel processo partecipativo che riguarda la stesura della prima bozza del Piano e Regolamento del Parco. Il nuovo attacco è questa volta firmato da Roberto Zanchetta, ex assessore e dunque membro della precedente giunta comunale di La Maddalena.
    «Queste sterili polemiche, non si capisce se costruite ad arte per essere più popolari sui mezzi di informazione, sono totalmente infondate – afferma il Presidente Bonanno – . Nessuno snobba la popolazione, ma anzi l’Ente Parco sta cercando fortemente il confronto con essa; non sarebbero stati affissi più di settanta manifesti per tutta la città, oltre alle locandine visibili anche in molti esercizi commerciali, né si sarebbe cercato di dare il massimo risalto anche attraverso la radio, la stampa e su internet a questo importante momento di confronto».

    L’atteggiamento di Zanchetta denota ignoranza e scarsa consapevolezza dell’iter, delle attività e degli strumenti messi in campo: è stato proprio il Presidente Bonanno che ha infatti cercato, insieme ai tecnici del Piano del Parco, che hanno condotto in prima persona i lavori dei seminari tematici – svoltisi a Stagnali dall’1 al 9 ottobre – il confronto ma anche ha scelto deliberatamente di “mettersi da parte” per dare ampio e libero sfogo alla popolazione: un concetto che l’Ente Parco ha voluto esprime più volte, anche in occasione delle scelte effettuate sulla sede degli incontri.
    Lo stesso Presidente, a chiusura del ciclo di incontri, in merito alla modesta partecipazione della popolazione agli ultimi due seminari, aveva espresso un certo rammarico per il fatto che la cittadinanza non avesse preso del tutto a cuore la fase di partecipazione alla redazione del Piano per il Parco e del Regolamento, rammentando tuttavia che l’Ente Parco ha garantito la massima visibilità e trasparenza in questa fase, stimolando anche l’amministrazione comunale, e ritenendo possibile ed auspicabile nei prossimi mesi un ulteriore momento di coinvolgimento e di apertura alla popolazione: «La partecipazione – dichiara Bonanno – è un processo che parte dalle esigenze dei cittadini e dei portatori d’interesse: ci sarebbe bisogno di una maggiore interazione, che consista nel fornire elementi di riscontro e nel confrontarsi attivamente con le istituzioni, visto che poi proprio a queste ultime ci si rivolge per intervenire, piuttosto che lamentarsi sulle pagine di giornale in modo del tutto inutile, come alcuni continuano a fare, sfuggendo però al dialogo nelle idonee sedi istituzionali. Le mie dichiarazioni sono per l’ennesima volta identiche a posizioni che ho già assunto in passato: sono stanco di atteggiamenti polemici che hanno il solo scopo di apparire sui giornali, come quello di Roberto Zanchetta, che ora taccia l’Ente Parco di scarso interesse nel confronto con i cittadini, lui stesso che quando ha ricoperto la carica di assessore nella precedente amministrazione ed ha sempre avuto la possibilità di visionare per tempo, come tutti i suoi colleghi, le deliberazioni e gli indirizzi assunti dall’Ente Parco e dal suo consiglio direttivo sul Piano del Parco. Zanchetta, che in passato ha scelto la strada dell’inerzia, ha perso il diritto di lamentarsi, poiché avrebbe anche potuto essere incluso nell’apposita Commissione per il Piano che l’Ente Parco ha istituito nel 2009 e ha sempre previsto, sin dall’inizio, la presenza di membri indicati dagli enti locali, per assicurare loro la massima tutela».

    Suona infine superfluo, in quanto più volte ricordato in altre note stampa dell’Ente Parco, constatare l’ignoranza che traspare in merito all’argomento della fruibilità delle isole della zona orientale dell’Arcipelago, ed in particolare le isole di Mortorio, Nibani, Soffi e Le Camere. Per quanto riguarda tali aree, infatti, si ribadisce che in esse i limiti sono imposti non direttamente da scelte di gestione dell’Ente Parco, ma dalla legge istitutiva del Parco e rispondono ad un elemento chiave della struttura normativa che regola l’esistenza stessa del Parco e del suo Ente gestore fin dalla sua costituzione nel 1996. L’allegato A (“Norme di salvaguardia dell’Ente Parco”) del D.P.R. 17 maggio 1996 classifica infatti tali aree come zone MA (zona marina di rilevante interesse naturalistico nella quale il rapporto tra uomo e ambiente è limitato), con massimo livello di tutela. Ad ulteriore conferma di quanto realizzato attraverso il Decreto istitutivo dell’Ente Parco è doveroso sottolineare la presenza di siti di nidificazione di particolare interesse naturalistico che vincolerebbero comunque l’area sulla base di specifiche normative dell’Unione europea.
    Il Parco non impone pertanto vincoli in funzione di presunte strategie a danno dell’economia turistica ma si limita ad applicare normative nazionali, alle quali sarà possibile derogare esclusivamente in seguito all’adozione del Piano per il Parco e del Regolamento. «Ho più volte sostenuto, ma evidentemente l’ignoranza impera, che qualsiasi deroga alla legge istitutiva dell’Ente Parco, che in passato possa essere stata proposta anche in prima persona dall’Ente stesso – è il commento finale del Presidente Bonanno – è da ritenersi un capitolo chiuso, in quanto assolutamente privo di legittimi presupposti normativi . Solo con l’adozione del Piano per il Parco, le cui linee guida per tredici anni non sono mai state neppure approvate, si potranno introdurre forme più elastiche di fruizione dell’area marina.
    Invito quindi Roberto Zanchetta, se proprio ha interesse, a presentare per iscritto all'Ente Parco idee e spunti secondo le modalità già previste, per il processo di partecipazione, per tutti i cittadini».

    Data: 
    22.10.2010

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