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    Terza riunione del comitato di pilotaggio del progetto PMIBB, presentato il logo ufficiale


    Comunicato stampa del 07.12.2010

    È stato scelto congiuntamente dai due partner l’elaborato grafico che accompagnerà le attività svolte nell’ambito del progetto PMIBB (Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio) e che rappresenterà l’immagine del nuovo soggetto istituzionale (GECT, Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale) che entro i prossimi mesi sarà ufficialmente costituito dall’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e dall’Office de l’Environnement de la Corse in qualità di ente gestore della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio.

    L’importanza dell’evento è stata sottolineata dalla Direttrice della riserva corsa Maddy Cancemi, che ha ricordato: «Da oltre quindici anni abbiamo ricevuto finanziamenti comunitari per sviluppare attività e perseguire obiettivi comuni; tra essi era prevista anche la realizzazione di un logo congiunto e finalmente questo è stato realizzato, a testimonianza del fatto che, diversamente da quanto accaduto in passato, il nuovo progetto PMIBB segnerà un forte cambiamento per quest’area transfrontaliera». Soddisfatto anche il Presidente del Parco di La Maddalena Giuseppe Bonanno, che ha apprezzato la scelta della commissione paritetica italo-francese che si è riunita nelle scorse settimane la valutazione finale: «È importante che la scelta del logo, che meglio sintetizza gli obiettivi di cooperazione transfrontaliera del progetto, abbia visto la parte sarda e quella corsa in perfetta sintonia per la prima volta: un altro importante segno di discontinuità rispetto alle scelte adottate in passato dall’Ente Parco. Il logo è immediato e di facile utilizzo; sono sicuro che potrà rappresentare al meglio le finalità del progetto e le intenzioni dei due partner».
    Alla parte testuale del logo sono abbinati tre colori: la parte azzurra rappresenta la parte italiana, la parte blu quella francese, mentre la “i” centrale rovesciata (l’internazionalità) rappresenta il punto di incontro e di cooperazione tra le due aree e per tale ragione riproduce una tonalità intermedia di colore. Nella parte figurativa del logo le linee curve rappresentano quattro idee: due concrete (un pesce, le onde del mare) e una astratta (l’intreccio tra i due soggetti partecipanti), riprendendo i colori della parte testuale. Il punto color ocra della “i” centrale rovesciata rappresenta anche un’isola, per riprodurre nel logo la dimensione “insulare” del progetto. Il logo è già visibile all’indirizzo: http://www.pmibb.org.

    Questa mattina, nel corso della terza riunione del comitato di pilotaggio, è stato inoltre fatto il punto della situazione sul progetto, partito pochi mesi fa e finanziato con fondi comunitari nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia/Francia “Marittimo” 2007-2013. Numerose le attività che dovranno prendere il via all’inizio del 2011 e del 2012: tra le attività di monitoraggio scientifiche sono stati definiti alcuni importanti ambiti d’azione. Il primo sarà la frequentazione turistica delle isole con particolare riferimento alla massiccia pressione antropica tipica del periodo estivo. Sarà inoltre oggetto di monitoraggio l’impatto che le attività del diporto nautico – ed in particolare l’ancoraggio – avranno sugli ecosistemi marini, individuando un metodo originale e sperimentale con delle “aree marine di saggio permanenti”, ossia una zona-campione che sarà oggetto di monitoraggio costante all’interno del Parco Nazionale ed una all’interno della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio, e studiando in particolare l’impatto del diporto sulla Posidonia oceanica e sulla Pinna nobilis. Ulteriori ambiti di azione saranno il monitoraggio delle specie invasive e le attività comuni nelle quali le équipe sarde e corse sono ormai concretamente impegnate da oltre un decennio, ossia il monitoraggio dell’avifauna nell’area delle Bocche, dove sono presenti specie a rischio di estinzione protette dalle direttive comunitarie.

    Proprio i risultati scientifici delle attività di monitoraggio saranno le fondamenta del Piano di gestione comune. Molti degli studi che saranno realizzati costituiranno infatti criteri per l’assunzione di scelte politiche e finiranno per riverberarsi, in futuro, anche sul Piano per il parco attualmente in fase avanzata di redazione. Da subito il Piano di gestione si porrà l’obiettivo di mettere a confronto le due esperienze per portare a individuare congiuntamente l’opzione migliore per entrambe le aree. L’obiettivo di lungo termine è quello di individuare entro 5/7 anni le soluzioni gestionali più idonee, capitalizzando così l’esperienza reciproca e assumendo decisioni politiche che si basano su dati scientifici.

    Data: 
    07.12.2010

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