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    Mobilitazione del Parco per scongiurare l’arrivo sulle coste dell’arcipelago della macchia oleosa proveniente da Fiume Santo


    Comunicato stampa del 21.01.2011

    L’emergenza ambientale causata dalla fuoriuscita di 18 tonnellate di olio combustibile dallo stabilimento della E.On di Fiume Santo raggiunge le coste della Gallura. Il personale del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è stato immediatamente mobilitato per scongiurare l’arrivo del materiale inquinante sulle coste dell’arcipelago. La Capitaneria di Porto in collaborazione con il biologo del parco Yuri Dono hanno provveduto al monitoraggio dell’area oggetto di un possibile coinvolgimento nel disastro ambientale che ha colpito tutta la costa nord dell’isola a partire dal Golfo dell’Asinara. Considerando la fragilità degli ecosistemi dell’area interessata, dello sversamento a mare e il rischio che deriva dal sopraggiungere della chiazza di idrocarburi nelle acque maddalenine,  l’Ente Parco si è reso disponibile a sostenere, per quanto di competenza, azioni di monitoraggio e controllo.

    I lavori di bonifica immediatamente avviati al momento della fuoriuscita del materiale inquinante lo scorso 10 Gennaio, grazie all’intervento della stessa società E.On e di tanti volontari che si sono impegnati per evitare il disastro non sono bastati a contenere lo sviluppo della macchia inquinante. Il gioco delle correnti non ha impedito che la macchia d’olio combustibile raggiungesse le coste della Gallura. Per il momento, le acque dell’Arcipelago non subiscono danni ma al momento non si possono escludere ulteriori sviluppi in una vicenda senza precedenti per l’isola. Proprio per questo motivo, si rende necessario monitorare continuamente l’area oggetto di un possibile coinvolgimento.

    “Siamo impegnati costantemente per evitare che la macchia di olio combustibile raggiunga le coste dell’arcipelago. Il monitoraggio dell’area di crisi è, in questo momento, l’operazione che possiamo svolgere sperando nell’efficacia delle operazioni di bonifica  alla fonte. Manteniamo contatti diretti con il Ministero dell’ambiente per la costituzione di un Comitato di Emergenza che faccia fronte a una crisi ambientale senza precedenti per l’isola – spiega il Presidente Giuseppe Bonanno – Un particolare ringraziamento per la solerzia dimostrata nell’intervento di monitoraggio va rivolto al Comandante della Capitaneria di Porto Fabio Poletto”

    L’evidenza del danno ambientale causato dalla fuoriuscita di materiale inquinante dagli stabilimenti di Fiume Santo riporta drammaticamente all’attenzione il problema della chiusura al traffico del tratto di mare compreso tra la Sardegna e la Corsica:

    “Si tratta di una questione che abbiamo posto con forza individuando soluzioni politiche strategiche e di sviluppo con la costituzione del P.M.I.B.B Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio. Questa vicenda – riflette il Presidente del Parco - purtroppo ripropone in tutta la sua drammaticità le ragioni che hanno spinto l’Ente in quella direzione. Le questioni ambientali non possono essere affrontate in termini locali ma sempre sulla base di una logica di sistema. La chiusura al traffico delle navi contenenti materiali inquinanti è una necessità per tutelare un tratto di costa dalle forti valenze ambientali”.

    Data: 
    21.01.2011

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