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    Progetto SHARKLIFE, a giugno tre incontri in collaborazione con la Capitaneria di porto


    Comunicato stampa del 17.06.2012

    Al via gli incontri nell’ambito di SHARKLIFE, il progetto Life+ interamente dedicato ai pesci cartilaginei che popolano i nostri mari, di cui l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è partner. Nel mese di giugno, per presentare il progetto e coinvolgere tutti i portatori di interesse, tra cui i pescatori e le Forze dell’Ordine che lavorano a mare, sono stati calendarizzati tre incontri in collaborazione con la Capitaneria di Porto delle marinerie in cui si svolgeranno gli eventi: a La Maddalena si terrà il 19 giugno 2012 alle 16.00 presso la sede della Capitaneria di Porto di Guardia Vecchia, a Olbia il 26 giugno alle 16.00 presso la sede della Capitaneria, a Porto Torres il 28 giugno alle 16.00, presso il Museo del Mare messo a disposizione dal Comune.

    Obiettivo del progetto SHARLIFE, a cui il Parco di La Maddalena ha aderito con entusiasmo alla fine del 2010 prevedendo una quota di cofinanziamento, è la salvaguardia degli squali e dei pesci cartilaginei più in generale, mediante attività di diverso tipo, sia concrete di conservazione come ad esempio la promozione dell’uso degli ami circolari e lo sviluppo di un sistema per ridurre la mortalità di squali elefante, sia di sensibilizzazione.
    “Si tratta di un progetto dedicato agli animali più affascinanti e misteriosi del nostro mare, dei quali purtroppo si conosce molto poco da un punto di vita scientifico e biogeografico – spiega Vittorio Gazale, Direttore pro tempore del Parco. – Tra le diverse specie, una in particolare sceglie il mare delle Bocche e del nord Sardegna verso la fine dell'inverno per la ricchezza di plancton, lo squalo elefante, il pesce più grande del Mediterraneo con una lunghezza che può superare i 10 m ed un peso vicino alle 10 tonnellate. Nonostante la sua mole questo squalo è assolutamente inoffensivo per l'uomo e si lascia facilmente avvicinare e fotografare. Questa sua tranquillità lo porta ad incappare facilmente all'interno di reti da pesca ed è oggi una specie protetta a livello internazionale da diverse convenzioni, tra cui Cites, Barcellona e Berna. Una delle finalità del progetto è proprio quella di sensibilizzare gli operatori della piccola pesca nei confronti di questa specie simbolo e di mettere a punto dei sistemi dissuasori che possano ridurne il numero delle catture accidentali.”

    Secondo uno studio della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) delle circa 80 specie di squali, razze e chimere presenti nel Mediterraneo (l’Italia ne ospita 43 grazie alla  sua posizione strategica), il 42% sono da considerarsi Minacciate, il 18% Criticamente in Pericolo, l’11% In Pericolo e il 13% Vulnerabili, un altro 18% Quasi Minacciate mentre per un 26 % i dati sono insufficienti. Solo il 14% può essere considerato in discreto stato.
    La razza maltese, il pesce porco e tre specie di pesce angelo pescate principalmente come catture accidentali nello strascico di fondo sono classificate come Criticamente in Pericolo, così come  lo squalo mako e lo smeriglio, sono catturati sopratutto dai palangari e commercializzati per la carne e le pinne. Il grande diavolo di mare e lo squalo grigio sono classificati In Pericolo, mentre la verdesca, spessa vittima del finning (la pratica che rimuove le preziose pinne dello squalo rigettandone in mare la carcassa) è considerata Vulnerabile all’estinzione nel Mediterraneo.

    Le attività di SHARKLIFE sono possibili grazie ai fondi europei del programma Life+ e, olte al CTS che è il capofila, coinvolgono i seguenti partner: Agci-Agrital, Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee), Cibm di Livorno (Consorzio per il Centro Interuniversitario di Biologia Marina), Fondazione Cetacea, Area Marina Protetta delle Isole Pelagie e, appunto, Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Per la valenza ambientale del progetto, le sue azioni sono seguite anche da altri soggetti istituzionali che, seppur non coinvolti come partner, hanno contribuito al cofinanziamento, come Ministero dell’Ambiente, Parco Nazionale dell’Asinara e Provincia di Reggio Calabria.

    Data: 
    17.06.2012

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