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    Progetto “MEDUSE”, il punto di partenza per il monitoraggio del futuro nelle aree marine protette


    Comunicato stampa del 20.09.2013

    Si è svolto presso la sala “Magazzini ex Ilva” di Cala Gavetta a La Maddalena, messa a disposizione dall’amministrazione comunale, il workshop conclusivo relativo all'attività di “MEDUSE”, progetto sperimentale finanziato nell’ambito del Settimo Programma Quadro “Galileo” (GA 277665), il cui obiettivo principale è l’elaborazione di un dispositivo e del relativo software per il monitoraggio delle zone marine all’interno delle aree protette utilizzando i servizi forniti dalle costellazioni di satelliti di navigazione europei EGNOS ed, in futuro, Galileo. Presenti all’evento alcuni rappresentanti di istituzioni locali, di enti gestori di aree protette e della Capitaneria di porto, oltre al Presidente del Parco, Giuseppe Bonanno, e al Sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti.

    Il progetto “MEDUSE”, dalla denominazione per esteso “Marine park Enhanced applications baseD on Use of integrated GNSS Service” (da cui appunto l’acronomico MEDUSE – ovvero “Applicazioni avanzate per i parchi marini basate sull’uso integrato di tecnologie GNSS”), sviluppato grazie ad un contributo europeo, ed in particolare a quello della GSA (European GNSS Agency, Agenzia europea GNSS) – che gestisce i fondi per lo sviluppo dei programmi di navigazione satellitare dell’Unione europea (Galileo ed EGNOS, appunto) – ha elaborato una piattaforma innovativa che consentirà ai gestori di parchi e riserve marine un migliore controllo e monitoraggio degli accessi al Parco dando loro, al tempo stesso, la possibilità di erogare ai visitatori servizi di tipo “location based”.

    In un futuro non troppo lontano, “MEDUSE” permetterà agli enti gestori di aree protette marine di dotarsi di un avanzato strumento informatico di monitoraggio per il controllo e il monitoraggio degli accessi e la tracciabilità delle rotte dei mezzi privati ​​e commerciali all’interno dei propri confini, sia per ciò che attiene alla possibilità di riscossione di un ticket d’ingresso, la prenotazione o l’ormeggio delle imbarcazioni, sia per il semplice transito dei mezzi a mare in navigazione entro la perimetrazione dell’area protetta.

    Il sistema “MEDUSE” risponde infatti all’esigenza prioritaria, diffusa in tutti i parchi e le aree marine protette, di controllare gli accessi superando o quantomeno affiancando la logica del permesso cartaceo rilasciato a mare o nelle strutture portuali convenzionate: oltre a dotarsi dell’autorizzazione, il visitatore potrà infatti ricevere in tempo reale informazioni relative alla zona del parco in cui si trova o alle regole di comportamento da seguire, visualizzando la sua posizione all’interno del parco, e al tempo stesso potrà accedere a servizi vari, offerti eventualmente anche da soggetti privati (prenotazione boe, info meteo, portualità, raccolta spazzatura, fornitura di acqua, catering, etc.)

    Il servizio offerto attraverso questo nuovo strumento di verifica satellitare delle presenze a mare, rappresenterà anche uno strumento per il controllo e il monitoraggio dell’area protetta a partire dalle segnalazioni degli utenti che, utilizzando l’applicazione “MEDUSE” su smartphone, potranno comunicare in maniera semplice, all’ente gestore, l’avvistamento di sversamenti di olio, spazzatura, presenza di animali protetti e quant’altro. In futuro sarà anche possibile collegare il terminale alle apparecchiature di bordo delle imbarcazioni moderne, e trasferire al centro di servizio/controllo una serie di informazioni preziose per molti aspetti (unitamente alla georeferenziazione della imbarcazione, valori relativi ad esempio alla temperatura dell’acqua, profondità, etc.).  MEDUSE realizzerà così un meccanismo cooperativo tra Ente gestore e visitatore, nel quale l’utente è contemporaneamente fruitore di servizi specifici e fornitore di informazioni preziose per la gestione del Parco stesso.

    Per testare le applicazioni sopra descritte, i partner del consorzio “MEDUSE” hanno già sviluppato – e testato, nel corso del mese di luglio, all’interno del Parco Nazionale dell’arcipelago di La Maddalena – il prototipo di un terminale dedicato di nuova generazione basato su protocolli standard nell’ambito marino (AIS) che, utilizzando le nuove costellazioni di satelliti per la navigazione europei EGNOS – e in un prossimo futuro anche Galileo, – abilita l’erogazione di servizi di pagamento di tipo “pay-per-use” (similmente a quanto accade nell’ambito del settore stradale e delle assicurazioni “pay-as-drive”) e per le attività di vigilanza di competenza delle autoritàà marine come la Guardia costiera. In attesa di normative europee che consentano l’erogazione di tali servizi, il terminale marino trova già un’applicazione immediata in alcuni servizi “MEDUSE” che richiedono un posizionamento migliore e “certificato” rispetto a quello possibile con il solo GPS.

    «L’obiettivo che si pone il progetto “MEDUSE” parte dalla considerazione iniziale dell’oggettiva difficoltà di un controllo e monitoraggio degli accessi via mare all’interno dei perimetri di un’area protetta con estensione a mare com’è quella del Parco nazionale – ha spiegato il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno nella presentazione introduttiva. – La necessità di effettuare operazioni di monitoraggio giustifica d’altronde la necessità del pagamento di un ticket d’ingresso, utile a determinare risvolti positivi sul territorio e a mettere a disposizione degli utenti alcuni servizi come i campi boe, a partire dalle esigenze di tutela ambientale e valorizzazione delle caratteristiche di naturalità dei luoghi. Il progetto “MEDUSE” rappresenta il punto di partenza per un significativo salto di qualità non solo perché migliorerà la possibilità di verifica degli accessi ma perché consentirà un’interazione continua con le esigenze degli utenti stessi garantendo a chi va per mare l’ampliamento dell’offerta di servizi a disposizione dei singoli visitatori».

    Oltre al Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena – unico ente pubblico coinvolto nel progetto – fanno parte del Consorzio costituito per la realizzazione del progetto sperimentale diverse aziende private italiane ed europee altamente specializzate nel settore: “Vitrociset Belgium”,  “NEXTANT” (coordinatrice del progetto), “Blue Thread – Navigation Technology” e  “ANESTI Ltd (UK)”. Ciascun soggetto, per il proprio settore di competenza, ha contribuito ad elaborare i contenuti tecnologici del progetto.

    Data: 
    20.09.2013

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