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    Sharklife: entra nel vivo la sperimentazione per la riduzione delle catture accidentali


    Comunicato Stampa del 15.01.2015

    Si è conclusa nel mese di dicembre  la prima fase di messa a punto di un prototipo per la riduzione delle catture accidentali di squalo elefante e altri grandi pelagici nell’ambito del progetto Sharklife. Il progetto è stato reso possibile grazie ai fondi dell’Unione europea del programma Life+ , dal Ministero dell'Ambiente, dal Parco Nazionale dell'Asinara e dalla Provincia di Reggio Calabria, e coinvolge, accanto a CTS, i seguenti partner: Agci-Agrital, Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee), Cibm di Livorno (Consorzio per il Centro Interuniversitario di Biologia Marina), Fondazione Cetacea, Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, Area Marina Protetta delle Isole Pelagie e Università della Calabria.

    Le prime uscite sperimentali con i pescatori si sono svolte lo scorso giugno all’interno del Parco Nazionale dell’Asinara, le successive a metà dicembre nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. L’Azione C.2 del progetto ha tra i vari obiettivi quello di ridurre la mortalità degli squali elefanti e di eventuali altre specie marine protette in caso di cattura accidentale nelle reti da posta. L’obiettivo è quello progettare un particolare sistema in grado di rilevare e segnalare istantaneamente l’avvenuta cattura nelle reti di questi animali.

    Lo sviluppo del sistema ha visto il coinvolgimento di pescatori professionisti, biologi ed ingegneri, al fine di ottenere uno strumento il più possibile simile alle normali reti da posta utilizzate tale da poter essere usato in futuro nelle normali attività di pesca.

    Data: 
    15.01.2015

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