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    Budelli, Razzoli e Santa Maria, le tre perle dell'Arcipelago sorvegliate speciali


    Comunicato Stampa n. 39 del 17.07.2015

    «Santa Maria, Razzoli e soprattutto la stupenda Budelli, gioiello del Parco- spiega il Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena Giuseppe Bonanno - sono la maggior attrazione nautica del Nord Sardegna, questo ha generato negli anni una notevole pressione antropica dovuta alla ingente presenza turistica. L’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha il dovere di tutelare attraverso azioni di controllo e monitoraggio costanti il patrimonio di biodiversità in esse custodito. Per questo motivo abbiamo implementato le azioni di controllo su più fronti, sia a  terra che a mare, stipulando accordi e partnership con Enti di Ricerca e Università per verificare lo stato del territorio e la sua biodiversità. A questi – prosegue Bonanno -  si aggiunge un bilancio sul tema delle Fitopatie presenti in particolare sull’Isola di Caprera, un problema specifico che potrebbe determinare gravi danni al patrimonio di biodiversità vegetali dell’Arcipelago che da qualche anno ha coinvolto l’Ente in un’azione mirata in collaborazione con l’Università di Sassari».

    - Nei giorni scorsi si è conclusa la seconda tappa di Geoswim2015 – Maddalena. Nove ricercatori e studenti di varie Università ed Enti di Ricerca italiani ed esteri coordinati da Stefano Furlani (Dipartimento di Matematica e Geoscienze, Università degli Studi di Trieste), Fabrizio Antonioli, ENEA – UTMEA, Roma; Marco Taviani, CNR, Bologna; Paolo Montagna, CNR, Bologna; Matteo Vacchi, CNRS, Cerege, Francia; Marianna Bellotto, UniTS; Elisa Dal Bo, UniTS; Valeria Vaccher, UniTS; Valeria Lo Presti, Università “La Sapienza”, Roma; Barbara Gualandi, CNR, Bologna) hanno percorso a nuoto l’intero perimetro delle isole di Budelli, Santa Maria e Razzoli rilevando le caratteristiche geomorfologiche, idrogeologiche, paleogeografiche ed ecologiche della fascia costiera, con particolare riferimento alle zona di marea.

    - Tra i primi interventi programmati quello di un progetto pilota nato dall’Accordo Quadro tra Ente Parco e CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) disciplinato da apposita convenzione operativa tra l’Ente di via Giulio Cesare e l’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero di Napoli e di Oristano , con il quale si intende promuovere programmi di collaborazione congiunta per la tutela e valorizzazione del territorio nonché mantenerlo integro da fattori o eventi esterni che ne possono minare la naturalità.

    - L’occasione rappresentata dal seminario di studi “Fitopatologie nell’Arcipelago di La Maddalena” svoltosi nei giorni scorsi presso il CEA - Centro di educazione ambientale del Parco a Stagnali sull’Isola di Caprera è stata fondamentale per fare il punto relativamente all’indagine scientifica avviata dall’Ente in convenzione con il Dipartimento di patologia vegetale e entomologia dell’Università degli Studi di Sassari coordinata dal Prof. Antonio Franceschini e dai suoi ricercatori Dott. Bruno Scanu e dott. Benedetto Linaldeddu. Alla presenza di ricercatori internazionali, con le relazioni tenute dal Dott. Artur Alves - Universidade de Aveiro, Portugal e del Prof. Giles Hardy del Centre of Excellence for Climate Change Woodland and Forest HealthSchool of Biological Sciences and Biotechnology Murdoch University il confronto ha messo in luce la specificità geografica rappresentata dall’Arcipelago di La Maddalena relativamente a un tema come quello delle fitopatie forestali che anima un significativo dibattito nella comunità scientifica internazionale. La Maddalena si candida ad ospitare il prossimo convegno internazionale di studi sul tema che si svolge ogni due anni.

    Data: 
    17.07.2015

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