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    CNR: le perle dell’Arcipelago sotto osservazione


    Comunicato Stampa n. 37 del 17.07.2015

    Le isole a Nord dell’Arcipelago rappresentano la maggior attrazione nautica del Nord Sardegna, questa condizione ha generato negli anni una notevole pressione antropica dovuta alla significativa presenza turistica. L’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha il dovere di tutelare attraverso azioni di controllo e monitoraggio costanti il patrimonio di biodiversità conservato in questo angolo del Mediterraneo. Per questo motivo ha avviato una serie di interventi su più fronti, terra e mare, stipulando accordi e partnership con Enti di Ricerca e Università per verificare lo stato del territorio e la sua biodiversità.

    CNR

    Tra i primi interventi programmati quello di un progetto pilota nato dall’Accordo Quadro tra Ente Parco e CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) disciplinato da apposita convenzione operativa tra l’Ente di via Giulio Cesare e l’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero di Napoli e di Oristano, con il quale si intende promuovere programmi di collaborazione congiunta per la tutela e valorizzazione del territorio, nonchè mantenerlo integro da fattori o eventi esterni che ne possono minare la naturalità.

    La prima campagna conclusa nei giorni scorsi è stata finalizzata alla conoscenza della dinamica dei processi costieri e dei meccanismi di erosione.  L’intera attività si svilupperà in 4 campagne principali, da realizzarsi nell’arco di un anno, la prima ha visto impegnati i ricercatori del CNR insieme al personale dell’Ufficio ambiente del Parco nel monitoraggio della spiaggia Rosa (Cala di Roto), della Spiaggia del Cavalieri e quella di Santa Maria, relativa allo studio geomorfologico e sedimentologico dell’ecosistema marino-costiero. Queste analisi costituiranno la base fondamentale per migliorare la programmazione delle attività gestionali da parte dell’Ente Parco al fine di garantire una fruizione sostenibile, in sintonia con l’esigenza di tutela dell’ambiente marino-costiero. L’attività di studio consiste nella indagine dei fondali marini, mediante moderne metodologie di geofisica per far emergere eventuali criticità ambientali da cui scaturiranno gli indirizzi gestionali finalizzati alla mitigazione delle problematiche emerse.

    Data: 
    17.07.2015

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