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    Il Ministero dell’Ambiente annulla la delibera del Consiglio direttivo contraria all'acquisizione di Budelli


    Comunicato Stampa n. 15 del 10.06.2016

    «Oggi, con l'annullamento da parte del Ministero dell’Ambiente della delibera relativa alla non acquisizione al patrimonio pubblico dell’isola di Budelli, si chiude la vicenda incentrata sulla volontà, espressa a maggioranza dal consiglio direttivo del Parco che, con soli 4 voti, avrebbe voluto mettere in discussione la decisione del Parlamento andando contro ogni norma e previsione statutaria».

    «L’11 Aprile del 2016, in una seduta alla quale il sottoscritto non partecipò perché ritenuta illegittima – scrive il Presidente Giuseppe Bonanno - la maggioranza del consiglio decise di esprimere parere contrario all’acquisto dell’Isola di Budelli, disponendo l’utilizzo delle somme stanziate in altre non meglio definite, attività di tutela ambientale. È  il Ministero a mettere la parola fine dichiarando la suddetta delibera n. 6 illegittima e contro norma e per tali motivazioni annullata. Il Ministero era già intervenuto sull’argomento sospendendo, in un primo momento, la deliberazione in attesa di acquisire elementi dal tribunale di Tempio in merito alla procedura di assegnazione».

    «All’interno della nota ministeriale si chiariscono tutti gli aspetti relativi all’irregolarità della delibera adottata, confermando quanto già da qualche tempo, il sottoscritto, aveva evidenziato nel tentativo di mettere il Consiglio al riparo da un sicuro “insuccesso”. È stata anche offerta la possibilità di ritirare l’atto in autotutela nel corso dell’ultima adunanza del Consiglio a garanzia e a tutela del Parco e degli stessi componenti della maggioranza. In quell’occasione, però, la componente maggioritaria decise di non aderire al mio invito procedendo a non ritirare l’atto viziato».

    «Tutta la vicenda era già da tempo oggetto di osservazione da parte di enti e associazioni di categoria tanto da indurre una tra le più importanti di queste, il CODACONS, a scendere in campo impugnando suddetta delibera e chiedendone l’annullamento previa sospensiva al TAR Sardegna.

    Insomma un gran pasticcio che i consiglieri firmatari di quell’atto assunto in solitudine, fuori dalle proprie competenze, sprovvisto di parere tecnico-amministrativo e soprattutto contro Legge,  potevano evitare se solo avessero dato ascolto alle mie parole. Atteggiamenti poco edificanti e mortificanti incentrati su una logica di lotta personalistica con accuse rivolte al sottoscritto di essere un despota e un dittatore. Oggi la convinzione di alcuni che si possa fare ciò che si vuole solo con la semplice forza dei numeri è stata demolita: la democrazia è sì esercizio di dialettica che trova nel voto la definizione e l’espressione di una volontà,  ma ciò deve avvenire sempre all’interno dei confini ben delineati delle norme di riferimento».

    «Esprimo soddisfazione per essere riuscito ad evitare il peggio grazie alle azioni intraprese poiché, se si fosse dato seguito all’imposizione di quella parte del consiglio di impugnare l’atto del Giudice su presupposti illegittimi e contro legge, ciò avrebbe esposto  il Parco a rischi enormi anche relativi alla concreta possibilità di dover far fronte ad azioni risarcitorie».

    «Voglio ringraziare le innumerevoli associazioni, liberi cittadini e professionisti e il CODACONS per l’azione di responsabilità e vigilanza esercitata sull’argomento».

    Data: 
    10.06.2016

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