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    Le Norme di salvaguardia


    La notorietà del luogo, la stretta vicinanza a tutto il sistema turistico da Golfo Aranci a Santa Teresa di Gallura, che vede al centro la Costa Smeralda, determina una pressione umana che si rivela con un fiume incontenibile di natanti sul mare dell'Arcipelago, accumulando fino a 6000 imbarcazioni al giorno e creando innumerevoli problemi che hanno determinato una situazione non più sostenibile. Per tali ragioni l'Ente Parco ha varato nel corso degli anni norme di salvaguardia ambientale che hanno fatto discutere molto, ma che hanno rappresentato una importante novità nel quadro delle iniziative che, anche in campo nazionale ed internazionale, vengono adottate per la salvaguardia ambientale.

    Con l'istituzione del Parco Nazionale e con le relative Misure di Salvaguardia (previste dall'Allegato A del D.P.R. 17 maggio 1996) sono state previste alcune limitazioni nelle attività che possono essere poste in essere sul territorio. Nel corso degli anni sono stati successivamente adottati alcuni regolamenti annuali, l'adozione dei quali non si è resa più possibile a partire dal 2007, venendo sostituiti da specifiche Ordinanze (l'elenco è disponibile in fondo alla pagina) connesse all’esigenza di prevenire e porre rimedio agli inconvenienti ambientali e naturalistici derivanti da flussi turistici intensissimi ed in costante accentuazione.

    L'istituzione del Parco Nazionale dell' Arcipelago di La Maddalena è affiancato da un'intesa Stato-Regione che prevede tra gli scopi prioritari la messa in valore dei beni naturali e storico-architettonici, secondo una serie di interventi che mirano innanzitutto al loro recupero qualora si presentino in condizioni di degrado. Le azioni intraprese sinora dal Parco sono indirizzate in tal senso.

    In particolare le Misure di salvaguardia contenute nel D.P.R. 17 maggio 1996, suddividono il territorio in varie aree (c.d. "zonizzazione" o "zonazione"), le quali hanno lo scopo di tutelare le specie vegetali e animali, e più in generale mantenere il patrimonio complessivo della biodiversità delle piccole isole attraverso il coinvolgimento di istituzioni e organizzazioni non governative che si occupano della tutela dell'ambiente.
    Le norme di salvaguardia ambientale e la regolamentazione di alcune tipologie di attività nautiche nell'area marina del Parco hanno rappresentato un elemento fortemente innovativo per un territorio particolare come l'Arcipelago di La Maddalena, che, per oltre un trentennio, soprattutto nei mesi estivi, ha subito uno sfruttamento indiscriminato e senza regole.

    La tutela integrale della Spiaggia Rosa attuata grazie alle Misure di salvaguardia e ad un'Ordinanza emessa nell'agosto del 2008 al fine di fare chiarezza sui divieti vigenti sull'area, unitamente alla salvaguardia dei siti di nidificazione degli uccelli marini e delle zone di mare riservate a ripopolamento ittico, ai limiti di velocità nelle acque del Parco, alla delimitazione a solo scopo della balneazione di importanti specchi acquei, nonché l'introduzione del corrispettivo d'ingresso per l'accesso nella fascia dei 300 metri dell'area marina del Parco, hanno determinato una svolta rivoluzionaria nella storia di queste isole frequentate da migliaia di diportisti.

    L'articolo 16 della Legge 394/91 (Legge Quadro sulle Aree Protette) elenca le entrate di un Ente Parco individuando tra queste (comma 1 lettera F) i proventi dei diritti d'ingresso. Gli introiti derivati dal pagamento del corrispettivo imposto ai diportisti sono stati destinati dall'Ente all'incremento dell'occupazione giovanile, e a vantaggio della conservazione e della migliore fruibilità dell'area protetta quindi, destinati all'interesse collettivo.

    Link rapidi alle Ordinanze in vigore

    Altri documenti disponibili in formato digitale

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