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    Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio - Office de l'Environnement de la Corse


    L'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, grazie alla partecipazione a programmi comunitari di cooperazione, collabora da molti anni (ossia da 1999, anno di avvio delle attività amministrative del Parco) con l’Office de l'Environnement de la Corse, ente gestore della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio, area protetta "gemella" del Sud della Corsica , separata dal Parco da poche miglia nautiche.

    In questa pagina rendiamo disponibile alcuni documenti dell'Ente gestore della Riserva, l'Office de l'Environnement de la Corse:


    La nuova disciplina sulla pesca sportiva e ricreativa della Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio – valida fino al 31 dicembre 2012 ed entrata in vigore con Ordinanza del Prefetto della Corsica del 5 luglio scorso dopo tre mesi di concertazione con gli attori del territorio, che si sono riuniti con regolarità per individuare un quadro d’azione condiviso – risponde sostanzialmente alle necessità di garantire una maggiore tutela per la pesca professionale e di evitare, per le specie ittiche, effetti negativi derivanti da un prelievo che negli ultimi anni si è fatto sempre più massiccio a causa dell’evoluzione delle tecniche di questo genere di pesca.

    Tra le nuove disposizioni, sono da segnalare in particolare l’introduzione di un limite giornaliero al prelievo, pari a 5 chilogrammi a pescatore (ad esclusione di calamari, gronghi, perchie e murene), l’individuazione di tre nuove zone nelle quali lo svolgimento di qualsiasi genere di pesca sportiva è proibito - e che si aggiungono a quelle già esistenti a tutela rafforzate e a tutela integrale, - l’obbligo di tagliare immediatamente il lembo inferiore della pinna caudale (coda) di 24 specie e il divieto di pesca di esemplari sotto taglia, prescrizioni il cui rispetto è obbligatorio su tutto il territorio francese (rispettivamente Decreti ministeriali del 17 maggio 2011  e del 15 luglio 2012).

    Nelle tre nuove zone con limiti alla pesca sportiva e ricreativa – due delle quali sono ubicate attorno all’Arcipelago dei Lavezzi, mentre una terza area di protezione è situata ad est delle Isole Cerbicali, per 3.500 ettari complessivi – è proibito lo svolgimento di qualsiasi genere di pesca sportiva; tali aree si aggiungono a quelle già esistenti a tutela rafforzata (contrassegnate nelle cartine della Riserva dal colore verde), in cui già vigevano vincoli alla pesca ricreativa e in particolare il divieto di pesca subacquea e al palamito, e a quelle a tutela integrale (contraddistinte dal colore rosso).

    Alcune disposizioni – in particolare il vincolo dei 5 chilogrammi massimo di pescato per pescatore – sono del tutto identiche a quelle già in vigore sin dal 2007 nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, giacché obiettivo per il medio e lungo periodo è infatti l’armonizzazione delle regole per la fruizione delle due aree protette gemelle, divise da poche miglia nautiche: dal lontano 1999 i due parchi collaborano grazie ai programmi comunitari di cooperazione transfrontaliera, con l’obiettivo di creare una struttura permanente di coordinamento – il GECT PMIBB (Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio) – che contribuirà ad omogeneizzare ulteriormente la loro regolamentazione.

    Altrettanto importante è la norma che comporta l’obbligo di presentare all’Office de l’environnement de la Corse (OEC), ente gestore della Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, un’apposita dichiarazione per la pesca sportiva e ricreativa: chiunque desideri dedicarsi a questo tipo di attività ricreativa all’interno dell’area protetta corsa dovrà perciò essere munito dell’attestazione rilasciata dall’OEC.

     

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