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    Il Benthos


    La Componente bentonica

    Importanti campagne di studio sulla componente bentonica hanno permesso di individuare aree marine di grande rilevanza naturalistica.
    L'arcipelago di La Maddalena, situato nell'estremo nord orientale della Sardegna, è costituito da un insieme di isole di varie dimensioni, tutte con caratteristiche paesaggistiche ed ambientali di particolare rilevanza naturalistica.

    Gli aspetti di maggior interesse della morfologia costiera riguardano la conformazione dei litorali, caratterizzata in genere da un andamento piuttosto frastagliato in cui sono frequenti rias di varie dimensioni, a testimoniare la presenza di coste di sommersione. I diversi piani litoirali che rappresentano i fondali marini dell'area riflettono puntualmente tale morfologia emersa; profonde spaccatura; affioramenti pinnacolari sono figure sommerse assai frequenti in tutto il territorio.
    Tra tutti gli agenti esogeni, il vento è quello che maggiormente influenza la climatologia locale; si manifesta la prevalenza del ponente e del maestrale nei mesi invernali, mentre nei mesi di Settembre ed Ottobre è particolarmente attivo anche il levante

    L'andamento delle correnti marine è anch'esso determinato in gran parte dal regime dei venti; gli effetti congiunti prodotti dalla topografia della piattaforma continentale, delle linee di costa e dalle forti correnti che sono le più elevate di tutto il Mediterraneo occidentale determinano l'insediamento di una flora e una fauna marina dalle caratteristiche di unicità e rarità ed inoltre di particolare bellezza.
    Al fine di censire le componenti biologiche di tale area sono state compiute diverse campagne di indagini rivolte alla caratterizzazione della componente bentonica ovvero della fauna e della flora che insistono sui fondali; sono così state individuate aree marine di grande rilevanza naturalistica che spesso coincidono con quelle di più intensa fruizione a fini ricreativi, come le immersioni subacquee sportive ed il diporto nautico

    di operare una correlazione fra l'entità della frequentazione e lo stato di conservazione delle diverse biocenosi litorali per verificare quanto le attuali modalità di fruizione dell'ambiente procurassero delle scostamenti da condizioni di naturalità.
    Le raccolte effettuate in anni di osservazioni, sono state condotte con indagini dirette in immersione con autorespiratore.
    Le verifiche della struttura delle comunità bentoniche sono effettuate nei siti selezionati sulla base di criteri di rarità delle specie presenti o su incipienti pericoli per popolamenti che sostengono le reti alimentari marine come la Posidonia oceanica.

    Su dei transetti costa-largo si è studiata la distribuzione del macrozoobenthos e del fitobenthos di substrato duro e mobile.
    Sono state effettuate inoltre delle osservazioni puntuali anche con l'ausilio di telecamera subacquaea filoguidata e di macchine fotografiche digitali scafandrate.

    Qui di seguito sono riportate alcune schede esemplificative di alcune stazioni con situazioni ritenute ricorrenti nell'arcipelago.

    La stazione "la Franata" del settore medioorientale di Caprera, che rappresenta la condizione di costa scoscesa con esposizione a levante.

    La stazione "Spalmatore" invece rappresenta la condizione a coste basse che declivano dolcemente, tipiche del settore orientale dell'Isola di La Maddalena.

    Il "Faro di Razzoli" rappresenta la condizione di massima corrente con esposizione a nord-est.

    Il "Faro di Barrettinelli di Fuori" è l'esempio di stazioni esposte a nord, stazioni con forte pendenza ma che risentono del ridosso delle isole settentrionali che mitigano le correnti di fondo provenienti da ponente.

    I risultati degli studi mostrano una componente bentonica di grande valore, e di estremo interesse scientifico e naturalistico.
    Per la varietà delle specie osservate e per il buon stato di conservazione ambientale devono essere ricordate le aree di Punta Zanotto, Catenarie, Faro di Razzoli, La Presa, Spargiotto, Barrettini, Corcelli, Barrettinelli, e le numerose secche dei canali tra le isole, soprattutto per l'estremo interesse delle biocenosi depiano infralitorale di substrato duro.


    Si vuole tuttavia rimarcare che si registrano anche delle situazioni di squilibrio biologico talvolta di origine naturale come presenza di mucillaggini, più spesso di origine antropica come segni di divergenti di reti a strascico e arature da ancoraggi nel posidonieto, eccessiva frequentazione di subacquei in talune secche; mancanza di pesci di grossa taglia tipici di aree protette.
    Sebbene queste situazioni si manifestino in aree limitate, devono tuttavia essere adeguatamente monitorate nella loro evoluzione spaziale e temporale in modo da apportare eventuali correttivi.

     

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