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    I minerali


    I minerali dell'Arcipelago

    L'area dell'Arcipelago di La Maddalena costituisce un frammento del basamento cristallino sardo-corso e deve la sua strutturazione all'orogenesi ercinica. Le rocce presenti sono costituite da un gran numero di specie mineralogiche, alcune di queste apprezzabili da un punto di vista puramente estetico, altre importanti da un punto di vista scientifico perché estremamente rare e rinvenute solamente in pochi posti al mondo.

    Cala Francese e le numerose cave distribuite principalmente nel settore occidentale dell'isola di La Maddalena (Conca della Vacca, La Crucitta, Puntiglione, S. Eremo ecc.) hanno fornito, in particolar modo nel periodo in cui era fiorente l'attività estrattiva del granito, campioni mineralogici molto belli che sono andati ad impreziosire le collezioni di musei e di privati.
    Il settore di Cala Francese, famoso oltre per il suo granito anche per le splendide specie mineralogiche rinvenute, è caratterizzato dalla presenza di monzograniti inequigranulari a mega-cristalli di k-feldspato rosato. Le analisi microscopiche e chimiche (CONTI L., 1964) indicano il granito di Cala Francese come una roccia omogenea, costituita da un'associazione mineralogica fondamentalmente assai costante, rappresentata da quarzo, minerale a maggior incidenza quantitativa, microclinopertite, ortoclasio, oligoclasio (al 25 % An) e biotite.

    Il chimismo è quello tipico dei magmi leucogranitici con una spiccata tendenza verso termini pegmatitici.
    Il quadro geolitologico dell'area in esame è completato dalla presenza di numerosi filoni, differenti tra loro per natura, potenza ed estensione. Tra questi, i più importanti dal punto di vista della ricerca mineralogica per la presenza di numerose specie minerali, alcune delle quali estremamente rare, vanno ricordati: i filoni aplitici, i filoni di quarzo di origine idrotermale e le pegmatiti.

    Sino ad oggi le specie minerali rinvenute sono circa un centinaio, tra queste vanno ricordati gli splendidi campioni di microclino rinvenuti tanti anni fa nella pegmatite della Crocetta, questo minerale è un silicato appartenente al gruppo dei feldspati che si presenta in cristalli di colore rosa o giallini. Eccezionali i cristalli di quarzo affumicato rinvenuti nelle cavità pegmatitiche dell'isola di Caprera, alcuni di questi pesano oltre un quintale e misurano circa 70 cm. Splendidi i cristalli rossi o giallini di almandino, minerale accessorio comune nell'Arcipelago, si tratta di un silicato complesso appartenente al gruppo dei granati. Tra i solfuri rinvenuti segnaliamo la pirite e la galena, quest'ultima si presenta in piccoli ma bellissimi cristallini cubottaedrici di colore grigio-piombo.
    Tra i minerali rari vanno ricordati:
    La julgoldite-(Fe 2 +), raro silicato del gruppo della pumpellyite rinvenuto per la prima volta in Italia nelle cavità pegmatitiche di Cala Francese in ciuffi di cristalli verde-scuro; la kamphaugite-(Y), rarissimo carbonato di ittrio e terre rare, rinvenuto in pochissimi posti al mondo e nelle pegmatiti di Cala Francese in piccole sferule bianche formate da sottili lamelle di lucentezza madreperlacea; la kainosite-(Y), raro silicato di calcio, ittrio e terre rare che si rinviene in cristalli bipiramidali di colore crema; la bertrandite, raro silicato di berillio rinvenuto nell'isola di Caprera in cristalli tabulari bianchi o incolori, striati verticalmente e spesso geminati a V.

    Ad occuparsi della ricerca e dello studio delle specie sopra descritte è,da molti anni,il Gruppo mineralogico maddalenino, questo nasce nel 1990 per espressa volontà di Giovanni Cesaraccio, Antonio e Tommaso Gamboni; le frequenti escursioni effettuate nel territorio dell'arcipelago (in particolar modo nella grande cava di Cala Francese), il buon successo di pubblico ed espositori nella prima mostra di minerali e fossili realizzata nel 1986, convincono il naturalista e i due allievi a rendere "ufficiale" quell'unione.
    Ai tre si uniscono alcuni giovani, i quali partecipano assiduamente alla ricerca delle specie minerali presenti nell'arcipelago.

    Nei due anni che seguono vengono effettuate anche diverse escursioni nelle cave di granito della vicina Gallura per determinare la presenza di minerali simili a quelli dell'arcipelago maddalenino; l'attività del Gruppo inizia ad essere più frenetica, vengono trovati campioni mineralogici nuovi per l'arcipelago ed effettuate ricerche bibliografiche per individuare quelli già rinvenuti.

    Si scopre che l'arcipelago è stato fin dalla fine dell'800 meta di illustri studiosi come Domenico Lovisato, Alberto Pelloux, Giovan Battista Traverso i quali, attratti dalle cave di granito di Cala Francese hanno attraversato il Tirreno per visitarle, studiarne la geologia e i minerali presenti.
    La prematura scomparsa di Giovanni Cesaraccio avvenuta la mattina del 3 Agosto 1992 getta nello sconforto tutti, il Gruppo perde il punto di riferimento più importante, l'attività di ricerca viene interrotta per un breve periodo e durante questa pausa viene deciso all'unanimità di fondare l'Associazione Giovanni Cesaraccio, per continuare l'opera di ricerca e di studio del naturalista scomparso.

    Vengono gettate le basi per la realizzazione di iniziative culturali ed editoriali dedicate a Cesaraccio e all'arcipelago.
    In questi ultimi anni sono state realizzate numerose mostre mineralogiche e paleontologiche, pubblicazioni inerenti la geologia e i minerali dell'arcipelago, oltre al rinvenimento di specie rare a livello italiano e mondiale.

    L'associazione da alcuni anni collabora con la Rivista Mineralogica Italiana e con la Rivista Mineralogica Tedesca Lapis per la stesura di articoli di mineralogia.
    L'istituzione del Parco Nazionale dell'Arcipelago e la stipula della Convenzione da parte dell'Ente con L'associazione Cesaraccio giunge nel momento di maggiore intensità di ricerca e studio; nell'intesa vengono gettate le basi per la reciproca collaborazione, il rispetto del patrimonio naturalistico, la ricerca e lo studio di rocce e minerali del territorio del parco e l'allestimento del museo naturalistico nella grande batteria militare dei "Colmi".

    Il museo naturalistico sarà la gratificazione per il grande lavoro svolto da parte di semplici cultori che nel nome di Giovanni Cesaraccio si occupano di geologia e mineralogia di questo arcipelago.

    (testo a cura dell'Associazione G. Cesaraccio)

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