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    La risposta del Sindaco Comiti alla lettera sui rifiuti del Presidente Bonanno


    Riportiamo per doverosa informazione degli utenti e  per trasparenza il testo della lettera inviata dal Sindaco di La Maddalena Angelo Comiti al Presidente del Parco Giuseppe Bonanno, già divulgata mediante numerosi siti web seppure ancora non pervenuta alla data odierna (10/08/2009) al Parco. Riportiamo in blu le affermazioni più significative e in rosso quelle rappresentative della considerazione che il Sindaco Comiti nutre nei confronti dell'istituzione del Parco e del suo Presidente.

    La lettera del Sindaco è una replica alla nota del Presidente del Parco del 04/08/2009: clicca qui per leggere il testo integrale.
    Il Presidente del Parco ha risposto alla lettera del Sindaco, che segue, con un'altra nota del 08/08/2009: clicca qui per leggere il testo integrale.


    La risposta del Sindaco Comiti alla lettera sui rifiuti del Presidente Bonanno

    Il tentativo maldestro di indurre i destinatari della sua missiva del 4 Agosto 2009, e l’opinione pubblica, a credere all’esistenza di una situazione emergenziale sotto il profilo ambientale e igienico sanitario sui litorali dell’Arcipelago di La Maddalena, va censurato totalmente in quanto non rispondente alla realtà ed altamente lesivo nei confronti della collettività sarda e in particolare quella maddalenina. Le preannuncio, visto che per soddisfare il suo ego prossimo all’infinito ha convocato i mezzi di informazione in conferenza stampa al fine di dare massima divulgazione al documento sopraccitato, che verificherò tramite l’ufficio legale del Comune se esistono gli estremi  per una sua querela in merito.

    Il Ministro dell’ Ambiente, l’Assessore all’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, nonché S.E. il Prefetto di Sassari, che leggono per conoscenza,sanno benissimo che in questa città (come per altro in tutti i comuni d’Italia) esiste un’autorità investita dall’ordinamento della Repubblica, che ha l’incarico e l’onerosa responsabilità della tutela dell’ambiente, dell’igiene e della salute pubblica: il Sindaco. Sotto questo aspetto mi sento di rassicurare le sopraccitate autorità sulla normalità della situazione complessiva. Ricordo in tal senso, a titolo di esempio, la perfetta rispondenza dei parametri di legge, della qualità delle acque di balneazione e il conferimento alla Città di La Maddalena, nel luglio scorso, di due “bandiere blu” (unico Comune in Sardegna) per i siti di “Spalmatore e “Teggie”.

    La sua lettera, depurata dai pistolotti sugli obblighi “civile e morali” degli ALTRI, e la più efficace autocertificazione del Suo fallimento personale in qualità di presidente dell’Ente Parco e della anacronisticità dello stesso, ormai superato dalla copiosa produzione legislativa successiva alla legge 394/91. Il tutto è stato mirabilmente evidenziato dall’indagine amministrativa promossa dalla Corte dei Conti nel 2006 e 2007 er riaffermato dal Consiglio Comunale di La Maddalena con diverse deliberazioni assunte sempre all’unanimità dei presenti. 

    Nel testo della sua lettera si legge di un impegno finanziario di ben 60.000 € utilizzati dall’Ente Parco per il risanamento dei sistemi dunali e litorali in genere di questo Arcipelago. Se no fosse vero ci sarebbe da ridere. Siccome è vero, credo ci sia da vergognarsi.
    Nell’ultimo triennio la Regione Autonoma della Sardegna e il Comune di La Maddalena hanno investito, per la bonifica dell’intero Arcipelago circa 1.600.000 € inviando alle stazioni di smaltimento tonnellate di rifiuti di ogni genere. Nell’anno in corso il Comune ha impiegato circa 100.000 € per la bonifica e disinfestazione di molti siti, tra i quali “Spalmatore”, “Teggie”, Bassa Trinta”, il “Costone”, alcune parti di Caprera, ecc. Si può sempre fare di più e meglio e infatti molto rimane da fare.

    A questo punto sorgono spontaneamente alcune domande.

    Perché chiedere alla Corte dei Conti e al Ministro l’autorizzazione ad una variazione di bilancio con procedure straordinarie per fare cose che si sarebbero potute realizzare in via ordinaria?
    Perché chiedere il 4 di agosto, in via straordinaria e in modo non giustificato dalla situazione reale, l’autorizzazione per ciò che si sarebbe potuto fare a tempo debito e in via ordinaria?
    Dove finiscono i proventi (pari a circa 500.000 € annui) di quella che viene definita elegantemente “Tassa di accesso al Parco” atteso che non vengono reimpiegati nella riqualificazione ambientale?
    E’ possibile che a 12 anni dalla sua istituzione, esista un organismo come l’Ente Paro, totalmente autoreferenziale e che agisce in totale assenza di regole certe e con documenti contabili approssimativi?

    Si potrebbe continuare a lungo. 

    Il trucchetto puerile di addebitare le proprie responsabilità agli altri funziona se gli ALTRI sono degli sciocchi sprovveduti e irresponsabili. Con la dovuta modestia non mi pare che il sottoscritto, la Giunta e tantomeno il Consiglio Comunale Cittadino possano essere annoverati in queste categorie.

    Nel salutarLa cordialmente, la invito ad utilizzare il tempo che i suoi sponsor politici e partitici - a qualunque schieramento essi appartengano – vorranno assegnarLe per l’occupazione del ruolo che riveste, in qualcosa di proficuo e utile per questo Arcipelago. Lasciando da parte – per il momento – i suoi pruriti di carattere elettoralistico.

    Sono fiducioso che quanto detto finora potrà avere sostanziale conforto nel momento in cui il Ministero dell’Ambiente risponderà alla richiesta, inoltrata da questo Comune il 29. 12. 2008 con prot. n° 2183, di un tavolo di confronto istituzionale per l’individuazione di nuovi e adeguati assetti normativi mirati alla tutela ambientale di questo Arcipelago. 

    Data: 
    10.08.2009

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