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    Nelle zone marine del Parco a massima tutela esistono da sempre limiti alla navigazione


    In riferimento a quanto sostenuto dal barone Antonio Winspeare Gucciardi nella lettera indirizzata al Sindaco di Olbia Gianni Giovanelli e al commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda pare opportuno fornire qualche essenziale chiarimento.

    I limiti alla navigazione imposti dall’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena nell’area marina che circonda le isole di Mortorio, Nibani, Soffi e Le Camere non possono essere definiti “un provvedimento senza criterio” giacché essi sono individuati dalla stessa legge istitutiva del Parco e rispondono ad un elemento chiave della struttura normativa che regola l’esistenza stessa del Parco e del suo Ente gestore fin dalla sua costituzione nel 1996. L’allegato A (Norme di Salvaguardia dell’Ente Parco) del D.P.R. 17 Maggio 1996 classifica infatti il tratto di mare compreso tra le isole di Mortorio e Nibani come Zona MA (zona marina di rilevante interesse naturalistico nella quale il rapporto tra uomo e ambiente è limitato), con massimo livello di tutela.

    Ad ulteriore conferma di quanto realizzato attraverso il Decreto istitutivo dell’Ente Parco è doveroso sottolineare la presenza di siti di nidificazione di particolare interesse naturalistico che vincolerebbero comunque l’area sulla base di specifiche normative dell’Unione europea. Il Parco non impone vincoli alla navigazione in funzione di presunte strategie a danno dell’economia turistica di Olbia e Arzachena, ma si limita ad applicare normative nazionali e opera incessantemente per la tutela delle importanti risorse naturalistiche presenti nel territorio di propria competenza. «Qualsivoglia deroga a questa Legge dello Stato, che in passato possa essere stata proposta da questo stesso Ente, è da ritenersi un capitolo chiuso, in quanto privo di legittimi presupposti normativi.»

    «Ogni anno la stessa storia. Non è stato imposto alcun nuovo divieto da parte dell’Ente – prosegue il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno - ma piuttosto si richiama al rispetto di una Legge nazionale. Non c’è alcuna volontà di punire i Comuni frontalieri che fruiscono abbondantemente del territorio dell’Arcipelago e quindi del Parco. Solo con l’adozione del Piano per il Parco, le cui linee guida per tredici anni non sono mai state neppure approvate, si potranno introdurre forme più elastiche di fruizione dell’area marina. Anche per l’adozione del Piano per il Parco e del Regolamento, che in questo momento, e già da alcuni mesi, sono in fase di stesura, bisogna rispettare un iter legislativo che coinvolge la Comunità del Parco, la Regione Sardegna e il Ministero dell’Ambiente. Il Parco ha avviato proficui rapporti sia con la Provincia di Olbia-Tempio sia con i Comuni frontalieri verso i quali non c’è alcuna volontà di esclusione – chiarisce Bonanno – ma, al contrario, di necessario coinvolgimento: rapporti di collaborazione che non possono essere inquadrati se non nell’ambito della cornice normativa esistente. Invitiamo e accoglieremo volentieri il barone in visita nell’Arcipelago seguendo le indicazioni della zonizzazione definita dal D.P.R. istitutivo dell’Ente Parco, che è possibile scaricare dal sito www.lamaddalenapark.it e che vengono quotidianamente distribuiti attraverso una brochure informativa lungo i porti della costa gallurese e dai nostri equipaggi a mare».

    Data: 
    16.07.2010

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