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    Interrogazione parlamentare sul Parco Nazionale di La Maddalena


    Il Presidente del Parco di La Maddalena, Giuseppe Bonanno, ha inviato nella giornata del 14 maggio, un dossier di dettaglio in risposta all’interrogazione parlamentare presentata dai Senatori Della Seta e Ferrante - Atto n. 4-07452 del 10 maggio 2012, seduta n. 721, relativa al Parco e alla sua gestione. L’Ente ha ritenuto opportuno fornire al Ministro, con la massima tempestività, importanti elementi di sintesi utili a rimuovere ogni equivoco sulla correttezza dell’operato del Presidente, del Consiglio Direttivo e della struttura tutta dell’Ente: correttezza che non è mai venuta meno né è mai stata messa in discussione da alcun organo di controllo.
    Risulta priva di fondamento l’affermazione – cui è stata attribuita ampia valenza nell’interrogazione – per cui negli ultimi sei anni della gestione dell’Ente Parco “sono stati sostituiti ben 3 direttori”. In particolare, nel caso del primo Direttore, nominato nel 2004, egli ha terminato il proprio mandato alla scadenza naturale dello stesso con varie criticità, alcune delle quali hanno portato alla nomina di un Commissario ad acta. Per quanto attiene al “secondo” Direttore, si fa presente che il medesimo non ricopriva tale incarico, ma si era in realtà trattato della estensione delle funzioni del succitato Commissario, nelle more dell’espletamento delle procedure per la nomina del nuovo dirigente da parte del Ministero. Le ampie competenze del professionista, attuale Direttore dell’Area marina protetta di Capo Carbonara, non sono state sufficienti per permettere al Consiglio direttivo del Parco di includerlo nella rosa di nominativi da sottoporre al potere di nomina ministeriale, giacché carente del requisito essenziale dell’iscrizione all’Albo dei direttori di parco.
    Per quanto attiene all’ultimo Direttore, già collocato in pensione al momento della sua nomina nel 2010 – le norme impongono infatti specifici limiti in simili casi – il medesimo aveva sottoscritto con l’Ente un contratto che giungeva alla naturale scadenza il 12 maggio di quest’anno e ogni differente determinazione di prolungamento del contratto avrebbe contrastato con i principi di trasparenza degli atti e pubblicità delle procedure di selezione degli organi gestionali dirigenziali. L’espletamento di tutte le procedure e l’ordinaria amministrazione in preparazione della stagione, negli scorsi anni rese standardizzate e routinariamente portate avanti dagli uffici anche grazie all’organizzazione impartita all’Ente Parco, non è mai stata messa in discussione.

    Nel dossier inviato al Ministro dell’ambiente sono state fornite inoltre osservazioni in merito al bando regionale per il “finanziamento di azioni innovative e sperimentali del Piano di azione ambientale”, per il quale la carenza di un progetto preliminare ha in realtà comportato l’impossibilità di adottare l’atto, e alla questione del Piano per il Parco, per cui si è tracciato un percorso di quanto sinora realizzato dall’Ente, anche allo scopo di smentire l’affermazione – priva di riscontro - per cui la discontinuità di gestione sarebbe “una delle cause che ne ha impedito l’adozione. Anche in altre parti dell’interrogazione vengono sollevate questioni che meritano invece un doveroso chiarimento, anche a tutela della trasparenza degli atti a beneficio della collettività: ad esempio, per quanto concerne l’accusa di “straordinaria efficienza del presidente Bonanno nelle assegnazioni di incarichi, onorifici o onerosi”, è priva di fondamento, sia per quanto riguarda l’incarico del Presidente, impropriamente definito “Direttore” con riferimento al progetto comunitario definito PMIBB, sia per quanto riguarda l’assegnazione di incarichi a consulenti esterni, accusa da rigettare in toto poiché il Presidente non ha facoltà di simile natura.
    Anche l’affermazione per cui non sarebbero “stati raggiunti obiettivi apprezzabili nel miglioramento degli standard di tutela del territorio del parco”, è smentita dalle informazioni di carattere scientifico rese disponibili nel corso degli ultimi anni dell’attuale gestione grazie ad un’intensa attività di monitoraggio svolta in diversi ambiti e dalle iniziative assunte proprio per perseguire l’obiettivo della tutela ambientale. Tali iniziative sono puntualmente elencate nel dossier inviato al Ministro ed integrate con una lista vista e dettagliata delle attività e degli obiettivi più significativi raggiunti negli ultimi anni, che spaziano dall’ambito amministrativo con la riorganizzazione ex novo dell’Ente Parco a  quello interistituzionale, con la valorizzazione della rete di relazioni esterne anche a livello internazionale e la partecipazione in qualità di partner a cinque progetti comunitari; e ancora in quello della fruizione ecosostenibile dell’Arcipelago col ripristino della rete sentieristica dell’Isola di Caprera, da  anni in stato di abbandono, ai lavori pubblici con l’effettuazione effettuazione di interventi infrastrutturali nel Centro di educazione ambientale (CEA) del Parco a Caprera e la realizzazione di un impianto fotovoltaico che alimenta gli immobili presenti nell’area.

    Per quanto riguarda infine i rapporti con l’amministrazione comunale, sono molte le attività svolte congiuntamente proprio con l’ente locale, a smentire il pessimo stato delle relazioni: basti ricordare le attività di sensibilizzazione e di pulizia delle spiagge, che negli ultimi anni sono sempre state effettuate congiuntamente tra Parco, Comune e Provincia di Olbia-Tempio, e il progetto di mobilità sostenibile di bike sharing, finanziato a seguito della partecipazione dei due enti ad un bando del Ministero dell’ambiente. In recenti occasioni l’Ente ha inoltre integrato l’azione dell’ente locale, come ad esempio le operazioni di disinfestazione degli arenili, per le quali fornisce tuttora supporto a terra e a mare, e il contenimento delle colonie feline, per cui l’Ente Parco ha già avviato campagne di sterilizzazione degli animali. Anche per quanto concerne il posizionamento di cavi tarozzati per garantire la sicurezza balneare in circa trenta arenili, è l’Ente ad operare in stretta collaborazione la Capitaneria di porto. Persino la presentazione da parte del Comune di La Maddalena della documentazione di supporto all’ottenimento della “Bandiera Blu” 2012 è stata realizzata in collaborazione col Parco: le schede relative alle attività di educazione ambientale – criterio imperativo per l’assegnazione del riconoscimento – contenenti informazioni sulle numerose attività di sensibilizzazione portate avanti con grande slancio negli ultimi anni dall’area protetta, sono state infatti redatte proprio dell’Ente gestore.

    Data: 
    17.05.2012

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