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    Sciopero 15 marzo: in tutto il mondo si marcia per il clima. Anche il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena sostiene l’iniziativa.


    Venerdì 15 marzo è un appuntamento simbolico che coinvolge i giovani attivisti per il clima di tutto il mondo. Il giorno è stato fissato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg per uno sciopero per il clima.

    Durante il "climate strike" anche gli studenti Galluresi sono scesi in piazza per chiedere ai governanti provvedimenti seri contro il riscaldamento climatico, per correre ai ripari prima che sia davvero troppo tardi. Da La Maddalena è partita all’alba una piccola rappresentanza che si è unita ai compagni degli altri paesi della Gallura.

    Il Parco Nazionale sostiene pienamente l’iniziativa, non solo per la giornata di manifestazione, ma anche con lo sviluppo di una serie di iniziative previste nel programma annuale che mirano allo sviluppo di azioni di mitigazione e adattamento in grado di compensare i rischi climatici previsti, secondo anche quanto definito dalla Strategia regionale di adattamento al cambiamento climatico, adottata dalla Giunta Regionale della Sardegna con DGR 6/50 del 5 febbraio 2019.

    “La Regione mediterranea, e in particolare l’Arcipelago di La Maddalena, è tra quelle maggiormente vulnerabili ai cambiamenti climatici,-ricorda il Presidente Fonnesu- l’ impatto dell’aumento delle temperature, la variazione delle precipitazioni e la maggiore frequenza e intensità di eventi estremi come ondate di calore, alluvioni improvvise, siccità, incendi, ecc., sono fenomeni che possono incidere negativamente sulla biodiversità del Parco.

    “Ci siamo impegnati da subito- sostiene il consigliere Loj , nel predisporre iniziative in grado di rafforzare la capacità di adattamento del Parco, come ad esempio, le iniziative per le buone pratiche di gestione delle spiagge, la salvaguardia dei boschi e dei suoli di Caprera. Solo con il coinvolgimento dell’Amministrazione locale, dei cittadini e dei turisti, però, possiamo raggiungere l’obiettivo di salvaguardare le nostre spiagge dall’erosione e dall’innalzamento previsto del livello del mare; infatti favorire la conservazione e ricostruzione delle dune, la rinaturazione dei fiumi, la conservazione della Posidonia Oceanica, o comunque la corretta pianificazione della pulizia delle spiagge, fa parte della strategia di mitigazione del rischio climatico che il Parco vuole adottare .

    “Siamo consci del rischio che le specie selvatiche presenti nel Parco possono correre –dice il consigliere Esposito- e quindi abbiamo proposto diverse iniziative di monitoraggio delle specie a rischio.

    Il consigliere Ronchi ricorda, invece, “il valore educativo della funzione del Parco per l’aumento della consapevolezza negli abitanti del territorio e dei numerosi turisti. A questo proposito abbiamo deciso di stanziare, nel Bilancio che stiamo per approvare, delle somme dedicate alla creazione di eventi mediatici e divulgativi di richiamo, con esperti di caratura nazionale che vengano qui per illustrare lo stato dell’arte sui cambiamenti climatici e sulle misure che si sta iniziando ad adottare.

    Il consigliere Comiti sottolinea come “anche una migliore regolamentazione degli accessi e della viabilità contribuirà a ridurre gli impatti derivanti dalla presenza dei veicoli e imbarcazioni nel Parco.

    A tutti i ragazzi che oggi sono scesi in piazza e che continueranno a farlo, va dunque tutta la nostra ammirazione e il nostro più sentito ringraziamento.

     
     
     
     

     

    Data: 
    18.03.2019

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