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    «Il parco della Maddalena come gli Uffizi»


    LA MADDALENA. Il comfort dei bagnanti sulla sabbia diventa il nuovo strumento salva-ambiente. Il presidente del Parco, Giuseppe Bonanno, trasforma l’idea del numero chiuso per l’accesso ai lidi isolani più gettonati in “numero comodo”. Non un equilibrismo linguistico, ma una teoria esatta, in grado di offrire ai bagnanti spiagge non riminizzate e all’ambiente di conservarsi senza essere strapazzato in modo selvaggio.

    Il Parco ha avviato il monitoraggio dei litorali più frequentati e come tali sottoposti a una aggressione continua. «L’idea è calcolare il numero ideale di persone che un lido può ospitare, in base alle sue dimensioni, per garantire ai bagnanti una esperienza piacevole sui granelli, senza sentirsi soffocati dalla presenza troppo ravvicinata del vicino di asciugamano - spiega il presidente Bonanno -.
    Chi sceglie i lidi dell’arcipelago lo fa per la sabbia bianca e il mare cristallino. Caratteristiche che soprattutto ad agosto i turisti non trovano. È già tanto se riescono a stendere l’asciugamano. Un numero così elevato di persone crea poi gravissimi danni all’ambiente. Con il numero comodo la soddisfazione dell’utente coincide invece con la tutela ambientale. Minori presenze corrispondono a minore erosione».

    Bonanno pensa alle spiagge della Maddalena come a un patrimonio di valore inestimabile, una galleria d’arte con quadri unici dipinti da madre natura. Capolavori da ammirare, ma con cautela. Nessuno rinuncia agli Uffizi a Firenze solo perché le visite vanno prenotate. «I nostri litorali hanno un valore naturalistico straordinario - aggiunge Bonanno -. Bisogna però essere consapevoli che un’ aggressione continua li condanna all’estinzione. Ecco perchè pensiamo al numero comodo».
    Una misura soft per evitare scelte più drastiche in futuro. Il caso della Spiagga Rosa, a Budelli, è il simbolo di questa teoria. «Per decenni l’accesso al lido è stato selvaggio - conclude il presidente Bonanno -. Chiudere la spiaggia è stato l’unico modo per impedirne l’estinzione. Una misura severissima che poteva forse essere evitata se si fosse pensato in tempo a una fruizione più corretta del lido».

    Articolo di Serena Lullia pubblicato su "La Nuova Sardegna" il 08-09-2009

    Data: 
    08.09.2009

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