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    Paradiso sulle Bocche dell’umanità


    di Serena Lullia (La Nuova Sardegna)
    LA MADDALENA. Un paradiso da certificare. Il braccio di mare tra le isole sorelle, Sardegna e Corsica, è in lista d’attesa per entrare nell’elenco dei siti dichiarati «patrimonio mondiale dell’umanità». Un riconoscimento alla straordinaria bellezza dell’ambiente marino tra la riserva delle Bocche di Bonifacio e il parco della Maddalena.

    La candidatura all’Unesco arriva in contemporanea con l’accordo Italia-Francia che sancisce la nascita del parco internazionale delle Bocche. A firmare il protocollo sono stati il ministro all’Ambiente del governo Berlusconi, Stefania Prestigiacomo, e il collega francese Jean Louis Borloo. I due ministri chiedono che il parco internazionale in fase di creazione venga dichiarato patrimonio dell’umanità e vietano a tutti i cargo carichi di sostanze tossiche il passaggio nelle Bocche.
    Secondo i dati di Greenpeace ogni anno in quel braccio di mare transitano tremila navi con a bordo sostanze pericolose. La notizia raccoglie l’entusiasmo del parco maddalenino guidato dal presidente Giuseppe Bonanno: «L’annuncio del ministro Prestigiacomo - dice -, oltre a costituire un prezioso sostegno del governo italiano, è un riconoscimento all’impegno profuso nella cooperazione transfrontaliera dal Parco e dai nostri partner corsi. Lo sforzo e la passione nel ripercorrere sentieri solo appena tracciati da altri e poi abbandonati negli anni, quando parlare del progetto del parco internazionale sembrava anacronistico, hanno alla fine fatto breccia premiando i due enti interessati alla tutela di questo tratto di mare unico al mondo. Ora più di prima dobbiamo lavorare per raggiungere altri traguardi concreti. A partire dall’estensione del divieto di transito nelle Bocche alle navi pericolose di qualsiasi nazionalità».
    A sottolineare il momento storico per il futuro delle Bocche di Bonifacio e della Maddalena è anche il direttore del Parco, Bruno Paliaga. «Dobbiamo tutti essere orgogliosi di questo risultato - commenta -. Io mi sento onorato di contribuire a governare da quasi un anno la nave del Parco in questo viaggio nelle Bocche. Un cammino appena cominciato che non sarà nè facile nè breve. È doveroso congratularci anche con i colleghi della riserva naturale delle Bocche. Sembra arrivato il tempo in cui da italiani-sardi e francesi-corsi possiamo guardare all’orizzonte senza pensare ai confini, alla Sardegna e alla Corsica come a una grande casa comune, da tutelare insieme dalle insidie e nella quale disegnare un futuro di lavoro e impresa per le due isole che si specchiano».

    Articolo di Serena Lullia pubblicato su "La Nuova Sardegna" il 14-04-2010

    Greenpeace plaude all’accordo ma chiede di più
    LA MADDALENA. La nascita del parco internazionale delle Bocche regala un timido sorriso a Greenpeace, l’associazione ecologista da anni impegnata nella difesa del braccio di mare tra Corsica e Sardegna. «Ci sono voluti più di sei mesi perché il ministro italiano e quello francese rispondessero alla chiara volontà delle comunità locali di proteggere quest’area - dice Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace -. Ad agosto del 2009 gli amministratori del nord Sardegna e della Corsica avevano firmato un accordo con cui chiedevano il divieto di transito di tutte le navi con carichi pericolosi e la nascita del parco internazionale delle Bocche. Ci auguriamo che non si tratti solo di una promessa e che questo progetto si traduca presto in una reale tutela, a partire dal divieto del transito delle petroliere».
    Greenpeace chiede che l’accordo non resti solo un bel foglio di carta autografato. «Creare il parco marino transfrontaliero non basta - aggiunge Monti -. Se i ministri hanno a cuore la tutela di quest’area è importante che nella prossima riunione dell’Organizzazione marittima internazionale presentino una proposta congiunta per inserire lo stretto di Bonifacio nell’elenco delle aree marine particolarmente sensibili. Le Bocche dovrebbero poi godere di speciali misure di gestione perchè si trovano all’interno del santuario dei cetacei Pelagos di cui da anni denunciamo lo stato di degrado. L’impegno del governo di proteggere uno dei punti più critici dell’area dimostra la volontà dell’Italia di fare un primo passo nella giusta direzione».
    La notizia dell’accordo Italia-Francia viene accolta con entusiasmo dall’associazione ecologica scientifica “MareAmico”. «Il nostro comitato scientifico, nell’arco di oltre tre lustri, ha più volte presentato studi approfonditi e accorate istanze sia alle autorità politiche, sia agli enti scientifici di settore - dichiara Roberto Tortoli, presidente di MareAmico -. Abbiamo più volte messo in risalto l’ urgente necessità di impedire il passaggio delle petroliere proprio in quel tratto di mare che si trasformerà in area protetta per salvaguardare l’ importante ecosistema marino tra la Sardegna e la Corsica. Ci auguriamo che si arrivi quanto prima ad un altro fondamentale traguardo, che costituisce il giusto e naturale completamento di un iter politico di straordinario valore in tema di tutela ambientale: la dichiarazione con cui l’Unesco sancisce per lo Stretto di Bonifacio lo status di patrimonio dell’umanità».

    Articolo di Serena Lullia pubblicato su "La Nuova Sardegna" il 14-04-2010

    Data: 
    14.04.2010

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