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    La Maddalena, ecco i ranger del Parco


    Un Coordinamento territoriale vigilerà sul rispetto di regole e divieti nell’arcipelago
    Un’intesa con il corpo forestale per difendere l’area marina protetta dall’assalto di barche e bagnanti
    di Luca Rojch  (La Nuova Sardegna del 17.08.2010)

    OLBIA. Come Superman senza i suoi superpoteri il Parco della Maddalena in questi anni si è limitato a osservare e soffrire l’allegro scorrazzare degli indisciplinati nelll’area protetta. Pirati in mutande che sui megayacht si lanciano nei loro safari di inciviltà. Ma ora arrivano i ranger del Parco a vigilare sul tesoro dell’arcipelago. Ecobibbia alla mano i gestori dell’area protetta non potevano intervenire. Al massimo chiamare la capitaneria o il corpo forestale regionale. Ma tutto era lento, macchinoso. All’arrivo delle motovedette i maleducati erano già a largo. Ora nasce la polizia del Parco.

    Per gli amanti dei nomi ufficiali si chiama “Coordinamento territoriale per l’ambiente”. In realtà è l’accordo siglato tra Parco e corpo forestale regionale. Un’intesa che deve essere ratificata dal Ministero. Dettagli. Ma al di là dell’aspetto formale i ranger del parco sono una realtà. Dovranno far rispettare regole e divieti previsti nella legge che ha istituito il parco. I ranger dipenderanno dal corpo forestale e dalla presidenza dell’Ente di tutela ambientale. Un primo effetto dopo il caso Mortorio che ha messo in evidenza i limiti del sistema. Centinaia di yacht che ogni giorno prendono d’assalto l’isola protetta. Una zona a riserva integrale in cui l’uomo può al massimo fare il guardone della natura. Osservare il meccanismo perfetto da lontano. Tutto sulla carta. In realtà i turisti fanno il bagno in spiaggia dopo avere espugnato l’isola con i gommoni, a motore acceso, banchettano con i ricci raccolti nella zona protetta e lasciano i loro rifiuti. Come se si trattasse della più banale e riminizzata costa romagnola e non di una zona protetta. Un po’ come portarsi il tavolino e la pasta al forno e pranzare al centro del Colosseo.

    È bastato un blitz del corpo forestale regionale di Tempio, guidato dal comandante Giancarlo Muntoni, per trasformare una normale mattina di infrazione alle leggi del parco in una mattanza di yacht. Il presidente del Parco, Giuseppe Bonanno commenta con entusiasmo l’accordo. «La presenza del corpo forestale è indispensabile - spiega Bonanno -. Lo dimostrano anche i risultati dell’operazione di controllo a Mortorio. In una giornata di intenso lavoro i forestali hanno fatto 18 sanzioni amministrative. Ma è stata fondamentale anche l’azione di informazione che ha consentito a oltre un centinaio di imbarcazioni di allontanarsi dall’area protetta senza multa. Solo per i proprietari di due yacht, che avevano gettato l’ancora all’interno della zona protetta è scattata la segnalazione alla Procura. Sempre a Mortorio, dove per consentire la riproduzione delle specie ittiche è vietato qualsiasi tipo di pesca, durante i controlli sono stati recuperati 900 metri di rete. L’istituzione del Cta potrà tutelare in modo ancora più puntuale questa area. Il Parco potrà informare il più possibile i turisti, ma avrà anche la possibilità di reprimere il più possibile gli illeciti ambientali, come accade in Corsica».

     

    Data: 
    18.08.2010

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