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    Rinascono gli orti di Garibaldi. Caprera sulla strada dello sviluppo


    Ulivi, miele, essenze sulla strada dello sviluppo di Caprera. L'Ente parco della Maddalena ha un progetto che rilancia la grande passione per l'agricoltura dell'uomo che 150 anni fa fu protagonista dell'Unità d'Italia di Giampaolo Meloni (La Nuova Sardegna del 07.09.2010)

    CAPRERA. Il 7 settembre del 1860 Giuseppe Garibaldi entrò con le sue truppe nella città di Napoli. Il Mezzogiorno divenne protagonista nel processo di unificazione dell’Italia, di cui cominciano le celebrazioni per il 150esimo anniversario e che si estenderanno al 2011. Cinque anni prima «un viaggiatore di statura mezzana e ben tarchiato di persona, mosso da amor di caccia e da curiosità approdava a un’isola del Mar Tirreno».
    Era lui, Garibaldi: così lo racconta l’ingegnere Eugenio Canevazzi nel volume “Garibaldi a Caprera” dato alle stampe nel 1866 e finora semisconosciuto, nel quale racconta «visitai Caprera, ospitato da Voi». Per raccontarne «le gesta agronomiche». Arrivato là, Garibaldi decise di vivere nell’isola di Caprera. Vi restò per 26 anni. L’aspetto che dell’Eroe non è mai stato raccontato, è che vi sviluppò una straordinaria attività orticola e di cura della campagna, dedicandosi anche con attenzione agli aspetti tecnici, come si direbbe oggi, delle infrastrutture necessarie per alimentare le colture.

    La figura di Garibaldi agricoltore è il cuore di un progetto di recupero dei luoghi e dei terreni e per costruire un compendio didattico-scientifico promosso dal Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena con l’Istituto internazionale di studi “Giuseppe Garibaldi”, l’associazione nata nel 1981 che riunisce i reduci garibaldini per difondere i valori della libertà dei popoli e della tutela dei diritti umani.

    Il progetto “Garibaldi agricoltore e il laboratorio della natura” prende corpo in un arcipelago della Maddalena immerso nel passaggio dall’epoca dei sommergibili a quella del turismo senza limiti stagionali. L’Ente parco dell’Arcipelago guidato dal presidente Giuseppe Bonanno cerca di consolidare questa prospettiva. Così, in occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia e quindici dell’Ente parco, si cerca di ripristinare fedelmente l’ambiente agricolo realizzato da Garibaldi: dagli olivi alle arnie fino alle essenze per i profumi, nei luoghi dove l’Eroe dei due Mondi preparò le grandi imprese della storia nazionale, dando vita alle Mille Camicie rosse, pensando alle battaglie dell’Aspromonte, Monte Rotondo, Mentana.

    L’obiettivo del progetto è di mettere a fuoco una conoscenza più completa, approfondita dell’Eroe nazionale. Le prime operazioni saranno dedicate al risanamento ambientale, al recupero paesaggistico alla realizzazione di impianti produttivi ispirati a una gestione sostenibile delle risorse ambientali. Insomma, si cercherà di far affiorare la vita “nascosta” dell’Eroe appassionato dalla natura e da questa ispirato.
    «Dissodando la terra, combattendo la dura battaglia per trasformare le rocce di granito in campi da coltivare, provvedendo alla captazione dell’acqua e alle irrigazioni, studiando e documentandosi in modo scientifico su ogni aspetto della vita agricola, dagli innesti delle piante, ai nuovi procedimenti di concimazione, all’apicoltura (per la quale richiedeva speciali arnie di vetro che permettevano lo studio degli alveari), Garibaldi sperimentò il rapporto intenso con le forze della natura, ne riconobbe la sua qualità divina, e acquisì una nuova spiritualità che divenne la struttura religiosa della sua coscienza»: questa la traccia che presenta il progetto. L’ambizione è di costruire un compendio museale con nuove e affascinanti ragioni per attrarre i visitatori.

    Ambiente. È la prima tappa del lavoro. Si tratta di recuperare l’area rurale utilizzata da Garibaldi e ripristinare gli spazi destinati alla coltivazioni dei terreni agricoli (oggi malamente degradati). L’isola di Caprera ospita specie floreali endemiche e fauna selvatica di grande interesse biogeografico. Studi recenti dell’Università di Sassari, richiesti dell’Ente parco, hanno dimostrato la presenza di alcune specie con alto valore fitocosmetico. «L’idea è di sviluppare disciplinari di raccolta e coltivazione per l’estrazione di oli essenziali dalla macchia mediterranea ai fini di piccole produzioni di valore fito-cosmetico e bioterapici dando una lettura moderna all’attività agricola svolta in passato sull’isola».
    Cultura.
    Attraverso la figura di Garibaldi si vuole recuperare il rapporto tra l’uomo e la natura come elemento ispiratore dell’idealismo umano. Tema che sarà esaltato con un «evento nell’isola di La Maddalena» ancora però coperto dal riserbo.
    Impresa.
    Tutti i prodotti derivanti dalla coltivazione dei terreni agricoli (orti e uliveto), dall’a llevamento delle api (miele e derivati alimentari e ad uso cosmetico) e dalla produzione delle essenze e piante officinali nel Giardino botanico (oli essenziali e prodotti fitocosmetici, bioterapici) saranno destinati alla commercializzazione sul posto.
    Impatto.
    Saranno recuperate e restituite all’u tilizzo le strutture annesse all’attività agricola (la vasca maiolicata per il lavaggio del grano e delle olive, la vasca piana circolare per la battitura del grano, e che si prevede possano essere scoperte) e, per fini didattici, il mulino a vento (modello unico al mondo).
     

    Data: 
    08.09.2010

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