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    Il Parco che verrà in bilico, tra sviluppo e tutela


    Continuano le riunioni aperte ai cittadini in vista della redazione del Piano del Parco. Venerdì pomeriggio e ieri mattina, le riunioni si sono tenute nel C.E.A. di Stagnali con una presenza di cittadini, però, più scarsa di quanto ci si sarebbe atteso. Venerdì si è discusso sullo "sviluppo turistico di qualità e valorizzazione dell'identità maddalenina", ieri delle "attività a mare e gestione dei litorali e degli specchi d'acqua". di Francesco Nardini (L'Unione Sarda del 03.10.2010)

    LA MADDALENA. Continuano le riunioni aperte ai cittadini in vista della redazione del Piano del Parco. Venerdì pomeriggio e ieri mattina, le riunioni si sono tenute nel C.E.A. di Stagnali con una presenza di cittadini, però, più scarsa di quanto ci si sarebbe atteso. Venerdì si è discusso sullo "sviluppo turistico di qualità e valorizzazione dell'identità maddalenina", ieri delle "attività a mare e gestione dei litorali e degli specchi d'acqua". Una certa delusione fra i promotori delle conferenze, ma Giuseppe Bonanno sostiene che adesso «si apre un momento nuovo per il futuro dell'Arcipelago: una fase mai avviata dalle precedenti amministrazioni dell'Ente e che prevede la possibilità per tutta la comunità di fornire un concreto ed utile apporto». Il nocciolo, come evidenziato da un cittadino, sta tutto «nella salvaguardia di un ambiente in gran parte ancora integro, ma assediato da una presenza umana straripante per un paio di mesi, appaiata ad una resa economica per ora minima e disgregata». Occorrerebbe quello sviluppo ecompatibile che, sovente, è chiaro solo come parola non come progetto. Stesso problema per le attività legate al mare. Mentre il presidente Bonanno continua a spingere sul tasto delle «attività di complemento che possano allungare la stagione e dare economia», come la raccolta delle essenze locali e la loro trasformazione in prodotti tipici, il 100% dell'attività estiva è basata ancora, e solamente, sul prodotto sole-mare. «Occorre tenere presente innanzitutto l'impatto sui litorali sabbiosi - denuncia Bonanno - dove si concentra l'impatto massimo delle presenze». Per forza occorrerà farlo se, ad esempio, la spiaggia di Cala Santa Maria è arretrata di almeno 10 metri in trent'anni, come Cala Spalmatore. Per non parlare della gestione dei litorali; della pulizia degli arenili; dell'accesso alle spiagge, sprovvisti di parcheggi. Tra le proposte avanzate c'è quella del numero chiuso.

    Data: 
    04.10.2010

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