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    Piano del parco, non solo vincoli


    I tecnici del Parco scattano la loro fotografia dell’arcipelago come meta delle vacanze. Ne esce fuori l’immagine di un’isola con 1300 posti letto tra 3 e 4 stelle, 1574 tra b&b, case in affitto, campeggi. Un paradiso che fa sognare, ma che intercetta solo il 4 per cento dei flussi totali di vacanzieri in arrivo nella Provincia. di Serena Lullia (La Nuova Sardegna del 2.10.2010)

    LA MADDALENA. Il primo seminario per la redazione del piano del parco assomiglia a una riunione tra intimi. Una ventina in tutto le persone arrivate nel borgo di Stagnali per discutere di turismo e identità. Pilastri del futuro isolano, ma senza troppo appeal sul grande pubblico. I tecnici del Parco scattano la loro fotografia dell’arcipelago come meta delle vacanze. Ne esce fuori l’immagine di un’isola con 1300 posti letto tra 3 e 4 stelle, 1574 tra b&b, case in affitto, campeggi. Un paradiso che fa sognare, ma che intercetta solo il 4 per cento dei flussi totali di vacanzieri in arrivo nella Provincia. Dati tecnici su cui viene plasmata l’evoluzione futura dell’arcipelago delle vacanze. Almeno secondo l’ente guidato dal presidente Giuseppe Bonanno.

    «La Maddalena non può certo essere una meta turistica basata sulle risorse costruite, cioè discoteche, parchi acquatici - dice l’architetto Sergio Atzeni -. Impensabile importare su questo territorio il modello riviera Romagnola. Impossibile sostenerne la concorrenza dal punto di vista dei costi. Sicuramente bisogna puntare su un turismo fondato sulle risorse naturali e vendere l’arcipelago tutto l’anno. In che modo? Portando La Maddalena naturalistica in agenzia, proponendo insieme con l’albergo, pacchetti di escursioni, passeggiate organizzate, camminate a cavallo. Senza dimenticare la valorizzazione delle risorse identitarie. Come il museo garibaldino, che purtroppo non è così noto come si crede. Secondo un sondaggio realizzato su 82 agenzie italiane il 42 per cento degli intervistati non sa cosa sia il compendio di Caprera». Il Parco propone la sua idea dell’arcipelago come meta delle vacanze. Una bozza in discussione che non collima però con quella del Comune, presente all’incontro a Stagnali con il presidente del Consiglio, Gian Vincenzo Belli e l’assessore all’Ambiente, Maria Pia Zonca. La prima garbata contestazione è sui numeri della ricettività presentati dal Parco.

    «I dati vanno corretti e aggiornati - dice con toni cordiali Belli -. Non posso però condividere il modello turistico pensato dal Parco. Sembra che l’ente debba occuparsi solo di eco-turismo. Io credo invece che il Parco debba pensare prima di tutto a creare una economia da cui questa comunità, fatta di 12 mila persone residenti, tragga il massimo beneficio. Condivido invece l’idea di puntare sulla valorizzazione dei fortini». Belli ricorda l’impegno della prima giunta Comiti per il forte di Arbuticci e dei Colmi, ma non nasconde gli elevati costi per mantenere viva la storia. «Il pubblico deve avere il coraggio di trovare gli strumenti per non vanificare i lavori di restauro e valorizzazione. Per questo motivo abbiamo deciso di dare in gestione ai privati sia Arbuticci che i Colmi», conclude il presidente del Consiglio Belli. Il piano del Parco continua il suo percorso di bozza-spugna, pronta ad assorbire consigli e osservazioni dei cittadini. Nuovo appuntamento questa mattina dalle 9 alle 13, sempre nel borgo di Stagnali, per discutere del tema “ Attività a mare e gestione dei litorali e degli specchi acquei.

    Data: 
    04.10.2010

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