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    Ogni anno cento navi a rischio


    Bocche di Bonifacio, il censimento dei transiti dal 2000 a oggi. Dati preoccupanti, ma la capitaneria maddalenina esclude sversamenti da petroliere in gennaio di Serena Lullia (La Nuova Sardegna del 10.02.2011)

    SANTA TERESA. Scivolano leggere sulle onde delle Bocche di Bonifacio con le pance cariche di veleni. Ogni anno non meno di cento navi con a bordo petrolio, prodotti chimici e gas sfidano il mare tra la Corsica e la Sardegna. Un transito che tiene col fiato sospeso il nord dell’isola. 

    L’incidente alla centrale E.On di Fiume Santo riporta a galla la paura di uno scontro in alto mare. La preoccupazione è che in caso di collisione di una petroliera migliaia di litri di veleno tingano di nero il mare e distruggano il paradiso delle coste. In un primo momento proprio le petroliere erano state additate come le responsabili dell’arrivo delle zollette di catrame sul litorale tra Aglientu e Santa Teresa. Ipotesi affondata dai dati della capitaneria di porto della Maddalena. Nessuna nave con carico pericoloso ha sfidato i venti che si incontrano tra la Sardegna e la Corsica nel mese di gennaio. Ma l’emergenza ambientale di queste settimane riporta di attualità l’idea di costituire il parco internazionale delle Bocche. A rilanciare il progetto è il parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena. Una idea che trova sostenitori a Santa Teresa, tra i cittadini e in Comune. Ma anche in Provincia. I dati che arrivano dal ministero dell’Ambiente e dalla capitaneria sono la base su cui si fonda l’ipotesi del parco marino italo-francese. Le cifre elaborate dalla capitaneria di porto e dal Consiglio nazionale ricerche parlano di 228 petroliere transitate nel canale tra la Sardegna e la Corsica tra il 2000 e il 2009. 1151 le navi che hanno trasportato prodotti chimici; 491 gas; 782 le navi cisterna. In media ogni anno affrontano le Bocche 3mila e 450 unità. Numeri che trovano conferme anche nei dati raccolti della capitaneria di porto della Maddalena nel 2010. Sulla torretta di Guardia Vecchia, gli uomini della guardia costiera tengono sotto il controllo il via e vai sulle onde delle Bocche. Grazie a una sofisticata strumentazione le sentinelle in divisa bianca sorvegliano il braccio di mare, annotano le navi che passano, le sorvegliano mentre sfidano il mare burrascoso in quel tratto: 3mila 434 le imbarcazioni transitate. Di queste 1910 navi da passeggeri, 1524 da carico. Di queste ultime 104 trasportavano veleni, petrolio, gas, chimica. «Nell’ultimo mese la capitaneria non ha riscontrato pratiche illecite di scarico a mare delle taniche né dati di transito di navi pericolose nelle Bocche - spiega il presidente del parco, Giuseppe Bonanno -. Nemmeno la postazione addetta al controllo sul lato corso delle Bocche di Bonifacio ha rilevato comportamenti contrari alle norme».
    Numeri che spingono il presidente Bonanno a rilanciare la costituzione del parco internazionale delle Bocche di Bonifacio. «L’emergenza ambientale causata dalla fuoriuscita di materiale inquinante dallo stabilimento E.On riporta l’attenzione su un tema strategico, il parco marino internazionale - dice Bonanno -. E quanto accaduto sulle coste del nord Sardegna deve obbligare tutte le istituzioni coinvolte a una riflessione precisa. Per quanto ci riguarda lavoriamo in questa direzione da alcuni anni. E queste attività, oggi valorizzate da un progetto finanziato con fondi comunitari vedranno, già nel 2011, la nascita di un gruppo europeo di cooperazione territoriale tra il parco della Maddalena e l’ente gestore della riserva naturale corsa delle Bocche di Bonifacio».

    Data: 
    14.02.2011
    AllegatoDimensione
    2011-02-10_rassegna.pdf468.72 KB

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