Museo Geomineralogico

La struttura realizzata dal Ministero della Guerra (ramo Marina) agli inizi del 900’, fa parte dell’ex compendio militare di Stagnali ed era destinata a baraccamento truppa, ogni capannone poteva ospitare 100 uomini.

Questo insediamento, sorto sui terreni espropriati agli eredi di Garibaldi, fu approntato per le truppe mobili di soccorso al litorale, allo scopo di assicurare la difesa dell’arcipelago contro un tentativo di sbarco e impedire al nemico un ancoraggio sicuro nelle acque interne.

Durante le due grandi guerre hanno soggiornato all’interno di questi locali, il 3° Reggimento Bersaglieri, il 45° Reggimento Fanteria Regio e il 59° Reggimento Fanteria Calabria.

Sopraggiunta l’Unità d’Italia ed esaurita la funzione difensiva dei vari sistemi di fortificazione dell’Arcipelago, queste strutture sono state abbandonate e spogliate, perdendo la loro precisa connotazione.

 

Il Museo geo-mineralogico naturalistico, che ha anche la funzione di laboratorio di ricerca, è costituito da due grandi sale nelle quali sono presenti vetrine e numerosi espositori e dove sono conservati campioni di rocce dell’arcipelago e della Sardegna, sabbie di spiaggia, minerali, fossili, meteoriti, ambiente e storia di cava, conchiglie e crostacei del mediterraneo.

I minerali (complessivamente circa 600 campioni) provengono essenzialmente da numerose località del territorio del Parco e della Sardegna, tra questi sono degni di nota i giganteschi gruppi di cristalli di quarzo affumicato (sino a 150 kg e 65 cm di lunghezza) descritti su alcune riviste italiane e straniere (Gamboni A. Gamboni T., 2000), rinvenuti nel settore nord orientale dell’isola di Caprera che prende il nome di Punta Crucitta; sono esposti numerosi campioni di "Tormalina" nera (sciorlite) in cristalli sino a 5 cm provenienti dagli scisti situati nel settore meridionale dell’isola.

Tra i minerali di interesse sistematico vanno citati i piccoli (5-6 mm) ma numerosi cristalli di Bertrandite e granato Almandino rinvenuti in alcune piccole cavità pegmatitiche presenti nella località Coticcio a Caprera.

Un settore del Museo, nel quale sono inoltre esposte cartine geologiche riferite all’Arcipelago di La Maddalena e della Sardegna; sono presenti inoltre le sabbie di spiaggia di tutte le cale dell’arcipelago; alcune vetrine contengono fossili provenienti da donazioni;  uno spazio è stato dedicato all’attività estrattiva del granito di Cala Francese con l’esposizione di attrezzi da lavoro, documenti e fotografie d’epoca.

ll museo inoltre è dotato di un piccolo locale attrezzato a laboratorio con microscopi, bilancieri, reagenti chimici ecc., nel quale vengono selezionati e "preparati" i campioni che saranno esposti al pubblico.

L’isola di Caprera ed in generale l’Arcipelago di La Maddalena, hanno acquisito, soprattutto negli  anni, un buon interesse mineralogico - collezionistico, grazie all’attività di ricerca di alcuni collezionisti che con costanza e passione hanno rinvenuto numerose specie minerali, alcune eccezionali per rarità altre per dimensioni che sono occorse per diverse pubblicazioni di carattere scientifico.