Acacia saligna

Acacia saligna (Labill.) H.L.Wendl. (Acacia cyanophylla Lindl.), Acridotheres tristis Linnaeus, 1766.
E’ originaria dell’Australia occidentale e appartiene alla famiglia delle Fabaceae o Leguminose. Introdotta nelle zone semi-aride dell’Africa, Americhe e Medio Oriente, non si ritrova nelle isole caraibiche e pacifiche E’ stata introdotta come pianta ornamentale e poi utilizzata per vari scopi: come frangivento, per consolidare dune e scarpate, per ripristino ambientale dei siti minerari. L’Acacia saligna è presente diffusamente nelle aree costiere della Sardegna. Il 26 luglio 2019 è stato pubblicato il Regolamento di Esecuzione (UE) 2019/1262 che integra e modifica il regolamento (UE) 2016/1141 nel quale sono state inserite nuove specie, a seguito di uno studio condotto in tutti i paesi membri, aggiornando l’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, vegetali e animali. L’Acacia saligna è inserita in tale elenco pertanto all’interno dell’UE è vietata la commercializzazione, la detenzione e la movimentazione di queste specie.

E’ una pianta legnosa con foglie lanceolate, appuntite e coriacee (lunghe 10-18 cm, larghe 1-2 cm) di colore verde scuro. I fiori sono riuniti in capolini globosi, gialli, raccolti in grappoli. Fiorisce in primavera e il frutto è un baccello.

La specie possiede una precoce maturità riproduttiva, produce una grande quantità di semi che permangono nella banca semi del suolo. Sopravvive in ambienti aridi e grazie alla capacità pollonifera resiste al taglio e agli incendi. La dispersione dei semi avviene per via zoocora: ad esempio le formiche sono attratte dalle secrezioni nettarifere (prodotte da nettari extrafiorali presenti sul margine superiore dei fillodi). La sua diffusione lungo le coste è limitata dalla ridotta tolleranza al forte vento e allo spray marino.

Eventi in archivio correlati a Acacia saligna

 29-feb-20
Scadenza progetto pilota di Educazione Ambientale