Archivio notizie

 29-dic-21
Ibridi di cinghiale: sterilizzazione costosa e inefficace
Ibridi di cinghiale: sterilizzazione costosa e inefficace

Per offrire una migliore conoscenza dei sistemi adottati dall’Ente Parco nell’affrontare la problematica legata alla presenza dell’ibrido di cinghiale nell’Arcipelago di La Maddalena, intendiamo dare risalto al recente intervento su Repubblica da parte del ricercatore dell’Ispra Piero Genovesi, responsabile del coordinamento fauna selvatica.
Genovesi, a seguito dell’analisi dell’articolo scientifico pubblicato sella rivista PLOS ONE (Croft S., Franzetti B., Gill R., Massei G.) e in considerazione delle difficili situazioni che molti territori italiani devono fronteggiare a causa dell’estrema capacità di riproduzione del cinghiale, sottolinea che la sterilizzazione delle femmine delle popolazioni di cinghiali, come metodo non cruento di riduzione del numero di capi, è inapplicabile e inefficace.
Le cause sono molteplici: è stato dimostrato dallo studio sopracitato che “anche garantendo il mantenimento costante dell’80% di femmine sterilizzate non si osserverebbero riduzioni nemmeno proseguendo l’azione per oltre 10 anni”. Altro punto debole dell’utilizzo della sterilizzazione risiede nel fatto che “la somministrazione per via orale non esiste, pertanto l’unico metodo praticabile per sterilizzare le femmine sarebbe la cattura e l’iniezione del vaccino per via intramuscolare ad ogni individuo, obiettivo impossibile da raggiungere su numeri ampi”.
Pertanto Genovesi afferma che la sterilizzazione massiccia proposta da alcune categorie è solo teorica ma allo stato dei fatti risulterebbe una costosissima perdita di tempo da parte degli Enti competenti. Senza considerare che ormai non si parla più soltanto di equilibrio della biodiversità bensì soprattutto di sicurezza per l’uomo.
“Un cinghiale sterilizzato infatti sarebbe in grado di provocare danni e incidenti quanto un cinghiale non sterilizzato”. La sterilizzazione potrebbe al momento essere considerato solo un aiuto nelle riduzioni delle popolazioni applicate con le tecniche di eradicazione.
Ricollegandoci alla situazione locale, il Parco Nazionale di La Maddalena considera l’eradicazione dell’ibrido di cinghiale l’unico strumento efficace per la soluzione di un problema presente sul territorio da decenni.
L’ibrido, essendo una specie alloctona non può risiedere nel territorio del Parco poiché mette a serio rischio i delicatissimi equilibri ecosistemici. Inoltre trattandosi di una specie presente solo nell’Arcipelago non è possibile effettuare catture e spostamenti in territori foranei, in quanto occorre evitare l’inquinamento delle popolazioni di cinghiali che vivono in altri ecosistemi.
L’elevato numero di capi raggiunto in questi anni (stimato ben oltre i 1000) non lascia spazio neppure alla sperimentazione della sterilizzazione delle femmine, operazione complicatissima e come dimostrato da autorevoli fonti scientifiche, inefficace.
La situazione di emergenza nel territorio gestito dall’Ente richiede una soluzione efficace e rapida, in linea con le indicazioni del Ministero della Transizione Ecologica e con i preziosi pareri dell’Ispra, nonché un senso di responsabilità nei confronti della comunità locale da troppo tempo esposta a disagi continui e pericoli per l’incolumità.

 

 
 
 

Altre notizie correlate